CRONACA, LETTERARIA E NON, DELL'ANDAR PER MARE






martedì 13 aprile 2010

I sentimenti per l'oceano


"Qualche anno fa - non importa quando esattamente - avendo poco o nulla in tasca, e niente in particolare che riuscisse a interessarmi a terra, pensai di andarmene un po' per mare, e vedere la parte equatorea del mondo, un modo che ho io di scacciare la tristezza, e regolare la circolazione. Ogni volta che mi ritrovo sulla bocca una smorfia amara; ogni volta che nell'anima ho un novembre umido e stillante; quando mi sorprendo a sostare senza volerlo davanti ai magazzini di casse da morto, o ad accodarmi a tutti i funerali che incontro; e soprattutto quando l'ipocondrio riesce a dominarmi tanto, che solo un robusto principio morale puo' impedirmi di uscire deciso per strada e mettermi metodicamente a gettare il cappello alla gente, allora mi rendo conto che e' tempo di mettermi in mare al piu' presto.
Questo e' il mio surrogato della pistola e della pallottola. Con un gran gesto filosofico Catone si butta sulla spada: io zitto zitto m'imbarco. E non c'e' niente di strano; se soltanto lo sapessero, prima o poi quasi tutti nutrono, ciascuno a modo suo, su per giu' gli stessi miei sentimenti per l'oceano".
(Herman Melville, Moby Dick)

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