CRONACA, LETTERARIA E NON, DELL'ANDAR PER MARE






martedì 11 maggio 2010

Priamo


Uno di noi si chiamava Priamo
Uno che gia' conosceva il mare
Conosceva le isole
I gabbiani e le scogliere
Sognava un giorno di partire
E lo presero le navi
Col vento caldo all'imbrunire
Salutavano l'Oriente
Gli avori e le comete
Si riparavano nei porti
E conoscevano la gente
Tanta gente e ancora gente
E tu li rivedrai...
Negli occhi suoi rivedrai quel vento
Vento che parla di un altro mare
Poche ombre nel mattino
Su una terra sconosciuta
Dove il sole ti accarezza
E gentile e' la natura
E vide laghi e poi montagne e fiumi da inseguire
Che parlavano di un tempo che era da venire
Di un solo Dio che univa i cuori in tutto l'universo
Amore senza fine e senza tempo
Forse anche tu sei quel marinaio
Su questo oceano di giorni ed ore
Ma se ascolterai il tuo cuore
E la voce di quel vento
Ti dira' senza parole
Di un amore senza tempo
E sulla strada troverai segnali da seguire
Una leggenda antica che ti dice di partire
Verso quel sogno che da qui e' soltanto un abbagliare
Di luci ora sepolte sul fondale
(Sergio Cammariere, Canzone di Priamo, parole di Roberto Kunstler)

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