CRONACA, LETTERARIA E NON, DELL'ANDAR PER MARE






giovedì 24 febbraio 2011

Interazione



Dicesi "Mare di Libeccio" il complesso delle onde, con le loro caratteristiche peculiari - altezza, lunghezza -, con il loro intreccio di correnti, la loro forza tipica d'urto sull'imbarcazione e sulla costa causate dal Libeccio. Cosi' per ogni altro "mare". Perche' ogni "vento" ha il suo "mare". Con un aspetto e un colore diversi che genera per l'occhio provveduto un paesaggio completamente diverso a seconda del Dominante di turno o della ridda dei Dominanti. Non di rado a terra c'e' Tramontana e fuori, leggibile strizzando gli occhi sulla linea frastagliata dell'orizzonte, "Mare di Scirocco". Le mani e il corpo registrano e distinguono, a seconda dei casi, l'umido e il secco, Libeccio da Maestrale. Anche della Bonaccia puo' dirsi la stessa cosa: non una e' uguale all'altra. Si registrano pure: Malaccia, "Requie spossata e nociva", Albasia, "Calma mattutina e passeggera", Calmeria, "Bonaccia lunga e noiosa", Maccheria, "Afaccia affannosa e smaccata"; termini disusati, ma afferenti a fenomeni ancor oggi avvertiti e differenziati. Si sa, della Bora (NE) come della birra c'e' quella "chiara" e quella "scura". In citta', psicologicamente: quella "simpatica", perche' associata al sereno, e quella "antipatica", perche' mista a pioggia gelida o nevischio. "Jasna Bura" e "Mrena Bura", in croato. Scientificamente: la prima e' anticiclonica, la seconda ciclonica. Un bel giorno due grandi meteorologi - Silvio Polli e Masatoshi Yoshino - s'incontrarono: avevano in comune l'amore per lo stesso vento e lo stesso paesaggio marino. In Giappone si chiama Oroshi, colpisce la pianura di Kanto, a sud-ovest di Tokyo. Stesse precondizioni: su scala grande i due venti si formano sul lato nordorientale di grandi massicci montuosi (Alpi, Altipiano del Tibet) dove si accumula aria fredda; su scala locale i venti impazzano sui versanti meridionali delle catene montuose, a 1000-500 metri di quota con un ventaglio orizzontale di 100 chilometri. Invadono il mare con raffiche fino a 60 nodi: Adriatico, Oceano Pacifico. "Bora metime sora, fa de mi bandiera" (Claudio Grisancich). Per non lamentarsene, come fanno molti triestini autoctoni, e apprezzarla pienamente ci volle un anglosassone: "Per conto mio amo la bora. Agisce su di me come uno spirito di salute che porta aria nel cielo" (James Joyce). Al contrario, non di rado e' il mare a dare l'annuncio del vento corrispondente. I pescatori di Moray Firth in Scozia la chiamano "la canzone del mare", "sea song", e mentre l'ascoltano ricevono conferma che un vento di sud-est ben presto soffiera'. I marinai bretoni sostengono che il mare sia un essere vivente, avvertono nelle sue acque il tempo atmosferico incombente e sentono nella sua sonorita' cio' che probabilmente avverra' con l'anticipo anche di una settimana. Chi dunque pensa a una distesa tavola uniforme, piatta o agitata e solcata, si priva della possibilita' di cogliere il mare con tutti i sensi e di apprezzarlo come un paesaggio, ovvero una totalita' che racchiude sia il lato estetico che quello dell'esperienza sensoriale e materiale in un unico guscio.


(Giorgio Bertone, Voci sparse)

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