CRONACA, LETTERARIA E NON, DELL'ANDAR PER MARE






domenica 13 novembre 2011

Encantadas




A nord-est, a una certa distanza dall'Isola di Carlo, segregata dal resto dell'arcipelago, si trova l'isola di Norfolk, la quale sebbene insignificante alla maggior parte dei viaggiatori, a me si raccomanda, in virtu' di simpatia, come un angolo reso sacro dalle piu' ardue prove, che abbia dovuto subire l'umanita'. Era il mio primo viaggio nelle Encantadas. Avevamo trascorso due giorni a terra, a caccia di tartarughe, ma non si aveva il tempo di catturarne molte, cosi' che il terzo pomeriggio spiegammo le vele. Stavamo appunto preparandoci a salpare e l'ancora staccata, ancora sospesa e invisibile, dondolava sotto le onde del mare, mentre il nostro buon vascello lentamente voltava la chiglia, per lasciarsi l'isola a poppa, quando il marinaio, che insieme a me maneggiava l'argano, si fermo' di colpo e mi indico' qualcosa che si muoveva sulla terra, non lungo la spiaggia, ma piuttosto nell'interno, qualcosa che sventolava da un'altura...-E' un uccello, un uccello con le ali bianche, forse un... Ma no... no... e' un fazzoletto! - Precisamente, un fazzoletto - echeggio' il mio compagno che, con un urlo piu' forte, ne informo' il capitano.... Il nostro capitano era un brav'uomo, di pronta decisione. Abbandonato il canocchiale corse rapido a prua, ordinando di calar nuovamente l'ancora, equipaggiare una scialuppa e abbassarla in mare. Mezz'ora dopo la rapida scialuppa era di ritorno. Era partita con sei, ritornava con sette, e il settimo passeggero era una donna.



(Herman Melville, L'isola di Norfolk e la vedova ciola)

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