CRONACA, LETTERARIA E NON, DELL'ANDAR PER MARE






martedì 28 febbraio 2012

Il canto delle sirene



E' il canto delle sirene principalmente di due tipi.
Il primo e' modulato, sinuoso, incalzante,
ama ricamare d'ottava in ottava,
ferisce dolcemente,
racchiude la mente in ambiti stretti,
racchiude, racchiude fin quasi sopire...
Il secondo e' ritmico, profondo,
ama i toni bassi da contralto,
entra dall'ombelico e risale fino al cuore,
poi, cattura la mente lasciandola al buio.
Il leggero battito della lingua sul palato
rimanda al ritmo di antichi tamburi africani,
leggero e profondo, potresti credere di percepirlo appena...
e gia' ne sei schiavo.
Popolo del mare, popolo lontano...
Atlantide e' un mito raccontato in tv...
Molto, molto di piu' apparteneva a Sirene e Tritoni
che per sopravvivere hanno dovuto sviluppare
l'arte dell'inganno e del sogno.
Sogno, buio e visione, viaggio lontano da cui non e' facile, no,
tornare indietro.
Salda, ferma volonta' e limpidezza d'animo salvano colui
che si lascia stregare per amor di conoscenza...
Il viaggio ai confini del mondo diventa allora occasione
di rimandi lontani e echi vicini,
cosi' vicini da confondersi
con l'odore di un respiro...
Sapore di sale, mare o lacrima che sia.
Benvenuti gli uomini di coraggio e di ventura.
Le sirene non ammaliano mai per crudelta' o potere.

(Amina Contin, Poesie)

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