CRONACA, LETTERARIA E NON, DELL'ANDAR PER MARE






venerdì 9 marzo 2012

Maelstrom



Ad un certo punto ci accorgemmo che le onde diventavano sempre piu' alte. Fummo avvolti dalla schiuma e dai frangenti, l'imbarcazione non rispose al timone, fece una giravolta a babordo e si slancio' come un fulmine nella nuova direzione. Nello stesso tempo il fragore del mare fu sopraffatto da una specie di urlo acutissimo, come quello delle sirene di mille piroscafi. Eravamo nella fascia di frangenti che sempre circonda il gorgo, e io pensai che un istante dopo saremmo stati scaraventati nell'abisso. A tribordo si apriva il gorgo, mentre a babordo l'immenso oceano che avevamo lasciato come una turbinosa muraglia tra noi e l'orizzonte. Quante volte percorremmo il circuito completo del gorgo, e' impossibile dire. Fummo trasportati intorno, girando e girando per quasi un'ora. Volavamo piu' che navigare, spostandoci sempre piu' verso il centro, sempre piu' vicini al terrificante orlo interno finche' l'imbarcazione ebbe un improvviso scatto a tribordo e precipito' a capofitto nell'abisso. Borbottai a Dio una frettolosa preghiera e pensai che fosse tutto finito.

(Edgar Allan Poe, Una discesa nel Maelstrom)

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