CRONACA, LETTERARIA E NON, DELL'ANDAR PER MARE






lunedì 2 aprile 2012

Guardando il mare

(nella foto Giuliano Simonelli, disperso in mare durante la guerra nel 1942)

Gia' guardavo con altri occhi il mare. Lo sapevo capace di tradire il generoso ardore della giovinezza come avrebbe tradito, altrettanto implacabilmente, indifferente al bene e al male, la piu' vile avidita' o il piu' nobile eroismo. La mia concezione sulla sua magnanima grandezza era finita. E ormai vedevo il vero mare - il mare che gioca con gli uomini fino a farli perdere d'animo, che logora a morte navi robuste. Nulla puo' addolcire l'acredine che cova nella sua anima. Aperto a tutti e fedele a nessuno, esso esercita il suo fascino per la rovina dei migliori. Non e' bene amarlo. Egli non conosce vincolo della parola data, non partecipazione alla sventura, non lunga comunione d'intenti, non lunga devozione. La promessa che offre perpetuamente e' grandissima; ma l'unico segreto per ottenerne il possesso si chiama forza, forza - la forza gelosa, insonne dell'uomo che sta a guardia di un agognato tesoro a porte chiuse.


(Joseph Conrad, Fedelta' della nave e crudelta' del mare)

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