CRONACA, LETTERARIA E NON, DELL'ANDAR PER MARE






martedì 11 settembre 2012

Riposo



Non vi è luogo più accogliente per dormire di una barca che, tirata dalle cime, riposi accanto a un molo o che, ferma all'ancora, dondoli in rada. Ti distendi nel buio della cabina, chiudi gli occhi e il mare ti avvolge, lo senti scorrere intorno lungo le mura e sotto il paiolato, ed è allora che devi lasciarlo entrare dentro di te, onda a onda, a invadere la mente con il suo andare e tornare lento. Non devi resistere, se cercherai con la forza la stabilità delle tue gambe o della tua testa e di riappropriarti dell'immobilità della terra ferma mai ti sarà amico. Il mare ha bisogno che tu ti abbandoni e che accetti di farti trasportare.


(Tina Cacciaglia, Scritti)

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