CRONACA, LETTERARIA E NON, DELL'ANDAR PER MARE






martedì 13 novembre 2012

Quand'ero in mare


Un tempo, quand'ero in mare,
Conoscevo un tipo oggi famoso.
L'America ne canta il nome,
Che viaggia fino a terre lontane.
Ma quando lo conoscevo, anni fa,
Era un giovane dagli occhi solitari.
Il nostromo rideva quando il Giovanotto scriveva:
"Fratelli di Verita'!" sul diario.
"Dannata mammoletta!"
Ruggiva il robusto e rude nostromo.
"Tu non sai cos'e' la vita,
con i tuoi libri da femminucce!
Guardami! Io sono ruvido e duro!
E ne ho di cose da insegnarti!"
Il nostromo lo scherniva, il nostromo ringhiava,
E lo mandava a sgobbare.
Il ragazzo, con la sua poesia,
Voleva stare di vedetta a prua
E meditare in mezzo al mare,
Ma il nostromo lo scherniva e ringhiava,
E lo mandava a sgobbare.
Giu' nella stiva, in mezzo al fetore...
Poi una notte, una notte buia e burrascosa,
Il giovane si mise a prua
Sferzato dalla tempesta.
Il nostromo rise e fece per
Mandarlo a sgobbare,
Quella femminuccia poetica...
Vento e cielo in subbuglio,
Che notte cupa e spaventosa per un fratricidio!

(Jack Kerouac, Quand'ero in mare)

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