CRONACA, LETTERARIA E NON, DELL'ANDAR PER MARE






giovedì 30 maggio 2013

Angusti confini



I molti anni di esperienza mi hanno tuttavia insegnato a sistemarmi con un minimo di comodità sulle navi dallo spazio ristretto e, anzi, provavo una vera gioia ad essere di nuovo in mare, con il mio mondo ancora una volta delimitato da angusti confini. Me ne stavo tutto il giorno appollaiato in qualche scomoda posizione a riparo del riverbero infuocato del sole e mi spostavo quando l'astro finiva per ritrovarmi, durante il suo maestoso cammino. Seduto su una pila di sacchi di copra, oppure su una botte rovesciata, o sui teloni dei boccaporti, di giorno ammiravo il mare e il cielo, di notte l'alberatura e i pennoni che oscillavano contro uno sfondo di miriadi di stelle.

(Francis Downes Ommanney, Scritti)

Nessun commento:

Posta un commento