CRONACA, LETTERARIA E NON, DELL'ANDAR PER MARE






sabato 1 febbraio 2014

Il faro della Nao


Quando la luce del faro appare a prua, a sudovest, soffia un leggero levante da otto a dodici nodi: e la barca, con mure a sinistra, scivola nell'oscurta' e nel silenzio interrotto solo dal rumore dell'acqua che scorre lungo i fianchi dello scafo. La luce e' dove deve essere: dove ieri hai calcolato che sarebbe stata mentre tracciavi la rotta, bordi e scarroccio. E quando conti i lampi, inforcando il binocolo e cronometro alla mano, sorridi fra te e te. E' il faro del Cabo de la Nao. Poi scendi nel quadrato e, sulla carta nautica, verifichi la posizione e tracci la nuova rotta. Quando risali, il faro e' sempre li'; un po' piu' vicino, con la sua presenza nel buio che segnala terra, pericolo, tieniti lontano, attento. Buona traversata e buona fortuna, amico.

(Arturo Perez-Reverte, Il faro dlla Nao)

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