CRONACA, LETTERARIA E NON, DELL'ANDAR PER MARE






venerdì 19 giugno 2015

Freya


Comunque stessero le cose, il brigantino era sano come il primo giorno che aveva preso il mare, con una velatura incantata, un timone da yole, e, come certe belle avventuriere della storia, sembrava possedesse il segreto dell'eterna giovinezza, cosicché non vi era nulla di innaturale nel fatto che Jasper lo trattasse come un'amante. Lo aveva rivestito di molteplici mani della migliore pittura bianca, così abilmente, intelligentemente, accuratamente, artisticamente spennellata e tenuta netta dalla sua vessata ciurma di sceltissimi malesi, che nessun lussuoso smalto di quelli che usano i gioiellieri avrebbe fatto una pari figura e sarebbe risultato altrettanto morbido al tatto. Un sottile fregio dorato disegnava la sua curvatura elegante quando posava sull'acqua, eclissando facilmente le abusate bellurie di qualsiasi panfilo da diporto fosse mai giunto nel Levante in quei giorni. Per conto mio, debbo dire che preferisco un fregio cremisi scuro, su uno scafo bianco; dà un rilievo più forte, oltre a essere meno costoso, e a Jasper l'avevo detto. Ma sì; nulla meno della miglior foglia d'oro sarebbe potuto servire, perché nessuna decorazione poteva essere abbastanza fastosa per la futura dimora della sua Freya.

(Joseph Conrad, Freya delle sette isole)

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