CRONACA, LETTERARIA E NON, DELL'ANDAR PER MARE






lunedì 26 giugno 2017

Capri - Positano



Positano la conosco bene, ma per la prima volta ci sono arrivato via mare. Il che rende il luogo ancora più suggestivo. Alle 11 lasciamo Capri e 45 minuti dopo siamo al traverso di Punta Campanella. Anche oggi procediamo a motore in quanto il vento è praticamente assente. Alle isole dei Galli c'è qualche barca alla fonda. Ormeggiamo ad una delle boe del Pontile Lucibello poco più tardi, un po' sbatacchiati dalle onde provocate dalle varie barche a motore che ci passano accanto ivi comprese quelle che fanno la spola tra le barche alla fonda e la terra ferma. Non è il massimo, ma la situazione è accettabile. Ti ripaga la cartolina che si ha davanti agli occhi. Pranziamo in pozzetto all'ombra del tendalino. Il caldo si fa sentire. Dopo una pennichella e dopo esserci spostati su un'altra boa per l'arrivo di un mastodonte a motore che preferiamo lasciare a debita distanza, verso sera scendiamo a terra. Ci porta uno dei summenzionati barchini che ci hanno tormentato per tutto il pomeriggio. Facciamo un po' di cambusa concedendoci anche il lusso di farcela portare fino al pontile. Torniamo in barca e all'ora di cena nuovamente a terra dove ceniamo al nostro ristorante preferito: la Cambusa, che si conferma all'altezza delle aspettative. Poi quattro passi per i vicoli, con un po' di fiatone a causa dei gradini, delle salite e dello scarso allenamento. Anche qui c'è parecchia gente, soprattutto turisti americani, ma non è la folla di Capri. Un ambiente sì turistico, ma non fastidioso come quello dell'isola di Tiberio.

(Giornale di bordo)

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