CRONACA, LETTERARIA E NON, DELL'ANDAR PER MARE







sabato 1 luglio 2017

Acciaroli - Palinuro



Prima di lasciare Acciaroli per raggiungere Palinuro facciamo un ultimo giro in paese. Incontro una mia collaboratrice del periodo in cui lavoravo a Roma. E' della sua famiglia quel bel palazzo ottocentesco con viale d'ingresso, giardino e palme che avevamo notato il giorno precedente. Compriamo dal fornaio dei dolci di mandorle (che si riveleranno ottimi e che ci faranno rimpiangere di non averne presi di più) e a mezzogiorno, salutati i nostri simpatici vicini, lasciamo l'ormeggio. C'è maestrale sui 25 nodi e il mare è leggermente formato. Con il solo genoa raggiungiamo quasi i 9 nodi di velocità. Procediamo così per due ore e mezza fino ad avere Capo Palinuro al traverso. Lo superiamo a debita distanza. Un'ora più tardi gettiamo l'ancora nella "Baia del buon dormire" davanti a quello che mi dicono chiamarsi "l'isolotto dei conigli". La baia è ben ridossata e ci godiamo l'acqua dal bel colore azzurro facendo un bagno. Intorno a noi, alla fonda, c'è qualche barca a vela e un'unico yacht a motore battente bandiera spagnola. Al tramonto ceniamo in pozzetto attingendo una bottiglia dalla nostra rifornitissima cantina di bordo, arricchita ulteriormente in questi ultimi giorni di poco conosciuti ma ottimi vini campani.

(Giornale di bordo)

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