CRONACA, LETTERARIA E NON, DELL'ANDAR PER MARE






lunedì 3 luglio 2017

Scario - Maratea



Avevo programmato la sveglia alle 6, ma probabilmente a causa di un'inconscia agitazione alle 5 sono già sveglio. Usciamo in mare alle 6.30 con la prua rivolta verso Maratea. Raggiunto il porto seguiamo le indicazioni che Pino mi aveva fornito e ormeggiamo all'inglese davanti al "travel lift". Solleviamo Habibti e controlliamo il para olio del piede dell'elica. Sembra in ordine. Mentre ci stiamo interrogando da dove possa provenire la perdita, noto una goccia d'olio sull'ombrinale di poppa. L'arcano è presto risolto. La perdita proviene da uno dei gavoni. Mi viene in mente che in quello di sinistra avevo stivato una lattina di riserva d'olio motore. Controllo ed effettivamente la lattina in plastica si è bucata e buona parte dell'olio in essa contenuta vaga sul fondo del gavone, colando piano piano lungo l'ombrinale. Mi sento un po' fesso, ma anche sollevato. L'accaduto di Acciaroli mi ha condizionato pesantemente, ma la possibiltà di una lattina rotta nel gavone proprio non l'avevo messa in conto!! Rimessa Habibti in acqua, con il portafoglio leggermente alleggerito (ma non troppo), ormeggiamo ad uno dei pontili. Con l'autobus raggiungiamo il paese e poichè il caldo è soffocante e tutti i negozi sono chiusi ci sediamo all'ombra di una veranda in un bar. Nel pomeriggio, dopo aver letto su una locandina dell'esistenza di un sentiero panoramico che conduce all'enorme statua del Redentore posta sulla montagna alle spalle di Maratea, decidiamo di percorrerlo. Quasi tre ore di marcia tra andata e ritorno. Dalla vetta della montagna il panorama è mozzafiato, ma gran parte del suo versante è stato deturpato da un incendio doloso. Una piaga, quella degli incendi, che ci accompagnerà per tutto il resto del viaggio. Da Maratea raggiungiamo nuovamente la barca con l'autobus. Facciamo conoscenza di Davide, il simpatico giovane autista che ci fa un quadro non proprio incoraggiante della situazione occupazionale, soprattutto giovanile, da quelle parti. Mentre ci racconta le sue difficoltà di precario, non perde comunque l'ironia. Dovremmo essere tutti un po' più sensibili a tematiche come questa nel momento in cui si definiscono le priorità degli interventi nel nostro Paese.

(Giornale di bordo)

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