CRONACA, LETTERARIA E NON, DELL'ANDAR PER MARE







domenica 6 settembre 2020

Bodrum


Oggi è domenica e pertanto, benché sia una bellissima giornata e il vento forte di ieri si sia calmato, non ci è possibile montare le vele. Ozgur di Boyles Sails, il velaio al quale ho fatto lavare randa e genoa e che ha fatto qualche piccola riparazione al bimini, oggi è chiuso e quindi ci tocca aspettare fino a domani per potere montare il tutto. Poco male. La tensione adrenalinica che ci ha sostenuti in questi ultimi mesi piano piano sta calando e il fisico reagisce facendoci percepire tutta la stanchezza che abbiamo accumulato. Abbiamo veramente bisogno di riposo e quindi questa giornata con poche cose da fare è benvenuta. Rispetto allo scorso anno nel Marina ci sono molte meno barche. Molti i posti vuoti. A parte un paio di bandiere inglesi ed una olandese, tutte le altre barche sono locali. Su alcune sventola la bandiera degli Stati Uniti. Sono di proprietà di cittadini turchi che le hanno immatricolate nello Stato del Delaware. Quella del Delaware è infatti una delle giurisdizioni che consente ai proprietari di barche di qualsiasi paese di avvalersi della bandiera a stelle e strisce. E' una scelta che, a quanto mi risulta, possono fare anche i cittadini dell'UE che quindi non hanno l'obbligo di uscire dalle acque territoriali dell'Unione Europea ogni sei mesi. L’importante è avere pagato l’IVA sulla barca. Per lomeno questo è quanto ho letto sul sito di un'agenzia che cura questo genere di pratiche. Per quanto mi concerne, io resto uno di quei “masochisti”, come sostengono alcuni che, nonostante tutti gli inconvenienti che comporta la bandiera italiana, non la sostituirebbe con nessun’altra. Il tricolore con gli emblemi delle quattro Repubbliche marinare resta per me la più bella al mondo. Dopo aver dato un’ulteriore lavata al teak pulito ieri, ci spostiamo nel vicino “Caffè del Corso”, un bar e ristorante i cui camerieri indossano tutti delle immacolate polo bianche con la scritta Maserati sulla schiena. Qui prendiamo un club-sandwich ed un’insalata mista che accompagniamo con un paio di Efes ghiacciate, la ottima birra turca che producono in tre tipi: quella normale, nella lattina blu, quella doppio malto, riconoscibile dalla lattina dorata e, infine, quella “extra”, con una gradazione di 7,5 gradi, venduta nella lattina rossa, la mia preferita. Prima di poter entrare nel "dehors" locale, un inserviente prende la temperatura e solo dopo questo controllo puoi sederti ad uno dei tavolini, debitamente distanziati, e toglierti la mascherina. Il Covid-19 ha veramente cambiato lo stile di vita. Personalmente non seguo l’acceso dibattito tra negazionisti e non, ma ho la testimonianza diretta che la questione Covid sia da considerare con grande attenzione. Se tutti dimostrassimo al riguardo un maggiore senso di responsabilità, cosa che purtroppo molti non hanno, l’attuale situazione potrebbe essere gestita molto più facilmente. Fortunatamente, per coloro che hanno la possibilità di vivere per lunghi periodi in barca, tutte le attuali limitazioni non incidono più di tanto sul proprio stile di vita. Perlomeno questo capita a noi, che non amiamo la confusione e che facciamo molta rada scendendo a terra solo per fare qualche camminata o la spesa. Nel pomeriggio ci riposiamo e verso sera ceniamo in pozzetto: formaggi e pomodori, con un’ottima bottiglia di rosé. La luna è calante, le luci del porto sono soffuse e noi siamo felici.

(Giornale di bordo)

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