Brutta scoperta, oggi, poco dopo il risveglio. Ogni paio di giorni sono solito controllare la sentina, che in tutti questi anni ho sempre trovato perfettamente asciutta. Quando, stamattina, dopo colazione do la solita occhiata, con mia amara sorpresa vi trovo un paio di litri d'acqua salata. Asciugo per bene il tutto con l'intenzione di controllare nuovamente appena arrivati a Sogut Koyu, la nostra prossima destinazione che dista poche miglia. Verso le 10, dopo che Najib con il suo gozzo ci ha portato il pane fresco, partiamo. Usciti dal ridosso dell'isola troviamo vento al traverso sui 15 nodi e un po' d'onda. La prendo al mascone, anche per evitare che il tender che ho semplicemente appoggiato a prua senza legarlo a dovere, finisca in acqua. Mai farsi prendere dalla pigrizia di non fissarlo per bene anche se si devono percorrere poche miglia. Nella baia a sinistra di Zeytin Adasi, un piccolo isolotto che precede la più grande Sogut Adasi, intravediamo un paio di barche alla fonda nelle insenature più ridossate. Potrebbero essere un'alternativa nel caso constatassimo che la baia in cui siamo diretti non fosse sufficientemente protetta. Invece, una volta superato il capo, il moto ondoso all'interno della baia scompare. Proseguiamo con il vento in poppa fino al fondo della baia. In questo tratto, lasciamo sulla sinistra una secca ben visibile di giorno e lo stretto passaggio che separa Sogut Adasi dalla terraferma. Lungo la costa sono alla fonda alcune imbarcazioni. Prima di decidere dove fermarci ispezioniamo una piccola baia circolare in prossimità di alcune abitazioni. Sarebbe un ridosso perfetto, ma il fondale è piuttosto basso. Preferiamo quindi dare fondo accanto ad uno yacht a motore nel lato più aperto della baia, ma con un fondale più profondo. Mentre stiamo finendo di sistemare la barca si avvicina un barchino che vende gelati. Ne compriamo ben due ciscuno e ce li mangiamo seduta stante. E' giunto il momento di controllare la situazione in sentina dove, ahimé, trovo ancora dell'acqua salata. Ne levo un po' meno di un mezzo secchio, asciugo nuovamente tutto e verifico se l'acqua continui ad entrare anche da fermi. Dopo un'ora la sentina continua ad essere asciutta. Almeno questo!! Nel frattempo, come ciliegina sulla torta, riceviamo la visita della Guardia Costiera. Due militari a bordo di un gommone proveniente da una motovedetta che si ferma in mezzo alla baia si affiancano ad Habibti chiedendoci il transit log, i documenti della barca ed i nostri passaporti. Desiderano sapere se siamo entrati in Turchia via terra. Rispondiamo affermativamente mostrando loro la pagina del passaporto con il timbro d'ingresso. Aggiungiamo anche che la barca è stazionata a Bodrum dove resterà anche il prossimo inverno. Prendono nota di tutto compilando un formulario e facendo alcune verifiche al telefono quindi, dopo avermi fatto apporre una firma in calce al formulario, salutano e vanno ad effettuare lo stesso controllo sulla barca accanto. E' la prima volta che veniamo controllati in mare da quando siamo in Turchia. Probabilmente, poichè l'isola greca di Symi si trova a poche miglia di qui e la frontiera marittima tra i due paesi è chiusa, vogliano verificare che nessuno entri in Turchia via mare in questo periodo. I controlli sulla barca del vicino prendono un po' più di tempo in quanto a bordo c'è solo il marinaio, mentre il capitano e l'armatore sono scesi a terra. Dopo una telefonata del marinaio questi ultimi rientrano a bordo di un gommone. L'armatore, una volta salito a bordo, lascia al capitano occuparsi delle formalità e non curante si butta in acqua per un bagno. Come dire: fate tutti i controlli che volete che la cosa non mi tange. Il che ci pare un atteggiamento quanto meno supponente, tanto più che in questa calura non solo i due militari sono vestiti di tutto punto, ma indossano pure il salvagente e la mascherina per il Covid. Conclusa anche questa verifica, i militari si spostano oltre. Noi invece, vista l'ora, prepariamo quello che sarà il nostro pranzo/cena. Al calar del sole il vento aumenta un poco, per calare nuovamente dopo il tramonto. Domani resteremo qui, in modo da potermi dedicare alla ricerca e alla possibile soluzione dell'infiltrazione d'acqua, che al momento pur non avendo l'aria di essere grave è comunque sempre una seccatura.
(Giornale di bordo)

Nessun commento:
Posta un commento