CRONACA, LETTERARIA E NON, DELL'ANDAR PER MARE







giovedì 24 settembre 2020

Sogut Koyu


Nella notte il vento si è calmato. Anche oggi si presenta una bella giornata di sole. Controllo immediatamente la sentina per vedere se vi sia dell'acqua salata. Ieri, infatti, l'avevo pulita per bene. E' perfettamente asciutta. Ne deriva che l'infiltrazione avviene esclusivamente quando la barca è in movimento e la pressione esercitata dall'acqua sullo scafo aumenta. Controllo per prima cosa tutte le prese a mare, che sono in ottimo stato. Il vano motore è perfettamente asciutto e quindi escludo anche una eventuale infiltrazione dal piede dell'elica dove recentemente è stata sostituita la guarnizione della Volvo. Poi, dopo aver rimosso ogni cosa dal gavone di poppa, controllo se per caso l'acqua penetri dall'attacco del tubo di scarico che tuttavia risulta perfettamente sigillato dai relativi morsetti. Controllo infine l'asse del timone. Infilo le dita nell'incavo in cui è infilato l'asse e che è sigillato da una guarnizione in tela cerata e qui vi trovo dell'acqua. E dire che tra i lavori che avevo chiesto di fare al cantiere durante il rimessaggio vi era anche quello di controllare che l'asse del timone e relative boccole e guarnizioni fossero in ordine. Ma poichè la pala del timone non presentava alcun gioco, il timone non è stato smontato ed ecco oggi il risultato. Cerco sempre di prevenire possibili inconvenienti, tuttavia il fatto di non potere seguire gli interventi personalmente a causa della lontananza purtroppo conduce a questi risultati. Il fatto poi che quest'anno a causa della pandemia non siamo riusciti a raggiungere la barca che in settembre non ha giocato a nostro favore. Lasciare per troppo le barche a terra, soprattutto quando vi sono alte temperature, non è mai una buona cosa. Nel nostro caso, la tela cerata che sigilla l'asse del timone, non più nuova, si deve essere leggermente crepata perdendo così la sua impermeabilità. Anche se immagino che senza le parti nuove di ricambio probabilmente sarà una battaglia persa, cerco di trovare una soluzione per tentare di risolvere temporaneamente il problema. Ciò che vorrei fare in primo luogo è cercare di replicare in qualche modo la funzione sigillante della guarnizione. A tale fine uso del nastro turafalle che ho in barca. Data la mia stazza, lavorare nello spazio ristretto del gavone non è facile e sono costretto a contorsionismi degni di uno yogi. Per completare un lavoro che mi soddisfi impiego diverse ore ma, alla fine, mi dico che potrebbe anche funzionare. Per non lasciare nulla di intentato, utilizzo poi dell'A-Float per sigilarre la parte in acqua dove l'asse del timone si infila nel suo alloggiamento, anche se non ho la certezza che questo materiale agisca sott'acqua. Termino il lavoro nel pomeriggio inoltrato. Domani sapremo se ne è valsa la pena. Per il momento decido di calmare i morsi della fame. Preparo così dei tortelli con burro e salvia, decisamente ben meritati. L'attività un po' snervante della giornata si fa sentire e, verso sera, dopo aver letto un paio di pagine il libro comincia a cadermi dalle mani. Decisamente meglio andarsene a letto. Una bella dormita fino a domani mi rimetterà in sesto.
 
(Giornale di bordo)

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