CRONACA, LETTERARIA E NON, DELL'ANDAR PER MARE







giovedì 1 aprile 2021

Bodrum

 
Piove. Alle 11 siamo in cantiere dove, a causa del brutto tempo, nessuno può lavorare all'esterno. Al riparo di una tettoia facciamo un po' di conversazione con Sevgin e Mustafa. Con quest'ultimo discuto riguardo a qualche piccola modifica che vorrei fare l'anno prossimo su Habibti. Per prima cosa installare una zattera di salvataggio rigida sul pulpito di poppa. La sacca morbida di quella attuale, che tengo a portata di mano nel gavone,  dopo le varie revisioni si è un po' deformata ed estrarla è diventato sempre più difficile. E poi quella collocazione non mi è mai piaciuta. Vorrei anche sostituire l'attuale fuoribordo Mercury da 3,5 cavalli con uno elettrico. Sono orientato sul Torqueedo 1103 CS che, oltre ad essere meno voluminoso, è anche più leggero e maneggievole. Infine, poichè acquisirò spazio nel gavone, potrò finalmente comprare un generatore Honda 10i che stiverò al posto della zattera. Con generatore e pannelli solari già montati sul tendalino migliorerò così la nostra autonomia energetica. Mentre stiamo discutendo si unisce a noi anche Ozgur che, a causa della pioggia, non può terminare la carena del Beneteau 57 su cui sta lavorando. La conversazione si sposta sulla qualità delle barche di recente produzione. A tale proposito faccio presente che per un certo periodo avevo riflettuto sulla possibilità di sostituire fra qualche anno il mio attuale 37 piedi con una barca leggermente più grande in modo di avere un po' più di spazio soprattutto in termini di stivaggio. Per questo motivo avevo seguito con interesse le novità del cantiere Hallberg Rassy nella fascia dei 40 piedi, in particolare il nuovo 40C a pozzetto centrale e l'ancor più recente 400 che sostituisce il precedente 412, il modello simile ad Habibti ma leggermente più grande. Due belle barche non c'è dubbio, ma con una serie di particolari che non sto qui ad elencare che non mi convincono per nulla. Per questo sono giunto ad una duplice conclusione: che mi terrò cara Habibti e che gli farò un refitting serio quando giungerà il momento. Una soluzione che ha anche il non trascurabile vantaggio di essere  più conveniente dal punto di vista economico. All'ora di pranzo, visto che continua a piovere, invitiamo i nostri due amici da Gemibasi. Mustafa non può lasciare il cantiere e quindi viene solo Ozgur. Dopo le recenti ulteriori restrizioni per il Covid, nei ristoranti ora è consentito solo a due persone sedersi allo stesso tavolo. Siamo quindi obbligati ad occupare due tavolini ad un metro di distanza l'uno dall'altro. La conversazione a tre risulta un po' più difficile ma è giocoforza adattarsi. Ritornati in cantiere scopriamo con piacere che il meccanico e un suo assistente hanno tolto il timone. Non avendo il pezzo di tela cerata originale mi dicono che per la riparazione aggiungeranno una guarnizione in più intorno all'asse e riplastificheranno quella originale. Esprimo qualche dubbio al riguardo. A mio avviso, invece di tentare di riparare la tela cerata usurata sarebbe meglio cercare di ricopiarne il modello utilizzando del materiale nuovo, magari del tipo di quello usato per riparare i gommoni. Con il meccanico, che parla solo turco, la conversazione non è facile e Ozgur interviene come traduttore. Morale della favola: il meccanico farà di testa sua e a noi non resta che incrociare le dita.  Prima di rientrare in albergo passiamo al Marina confermando la prenotazione per domani. In albergo troviamo la camera in perfetto ordine. Sul letto gli asciugamani sono ripiegati a forma di cuore e ci sono dei fiori freschi tutt'intorno. E' un pensiero gentile di Fatouch, la ragazza che rifà le stanze e che interpreto come un segnale di buon auspicio. I pezzi originali spediti dall'Hallberg Rassy tardano ad arrivare e la riparazione artigianale che il meccanico farà al timone mi preoccupa un poco. Tuttavia, al momento non c'è veramente nulla che io possa fare se non sperare per il meglio.
 
(Giornale di bordo)

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