CRONACA, LETTERARIA E NON, DELL'ANDAR PER MARE







venerdì 2 aprile 2021

Bodrum

 
Ci svegliamo alle 7. Fatta colazione, alle 9 restituisco l'auto noleggiata lasciandola sul piazzale dove l'avevamo ritirata e dove non è ancora arrivato nessuno degli inservienti. Consegno pertanto le chiavi ad Hassan portandogliele in ufficio. Con un taxi raggiungiamo il cantiere dove il meccanico che deve rimontare il timone non è ancora arrivato. Ne approfitto per fare alcune cose a bordo, nella speranza di poter mettere Habibti in acqua nel pomeriggio. Tra le varie cose, utilizzando il compressore del cantiere, gonfio il tender, fondamentale in questa stagione per portare le cime a terra. Un'operazione che in estate sono solito effettuare a nuoto, ma che in questo periodo dell'anno è poco raccomandabile considerata la temperatura dell'acqua. Nel frattempo Mustafa mi restituisce i due estintori ricaricati e i nuovi fuochi d'emergenza che sistemo al loro posto. Il meccanico non riesce a montare il cuscinetto che aveva in mente di aggiungere nell'incavo dove va infilato l'asse del timone. L'inclinazione di quest'ultimo non lo consente. Da parte mia ne ero quasi sicuro. Se il progettista, che si chiama German Frers, ha previsto un solo cuscinetto invece di due un motivo ci deve pur essere. Il meccanico e il suo assistente lavorano intorno al timone tutta la mattina e parte del primo pomeriggio. Alla fine rimontano esclusivamente la guarnizione in tela cerata ricondizionata che fissano con delle fascette e una buona dose di Sikaflex. Noi pranziamo nella solita trattoria accanto a Yat Lift. E' a gestione familiare e con poca spesa si mangia benissimo. Piatti semplici ma abbondanti. La proprietaria ci porta della carne alla griglia accompagnata da patatine fritte, pomodori e un miscuglio di melanzane e yogourt. Ci gustiamo il tutto con appetito. Ritornati in cantiere Ozgur mi aiuta a montare lo sprayhood con la nuova plastica trasparente e il velcro protettivo che ho aggiunto per ripararla dai raggi UV quando lasciamo la barca ferma per molto tempo. Poi assistiamo al varo del Beneteau 57 a cui su cui Ozgur ha fatto la carena. Conosciamo anche il suo skipper: un ragazzo gioviale sulla trentina che ha lavorato anche come capitano sui caicchi della zona. Poi è il turno di Habibti. Una volta in acqua il meccanico che ha montato il timone sale a bordo per un controllo. Al momento tutto sembra a posto. Lasciamo il cantiere e ci dirigiamo verso il Marina che si trova ad un paio di miglia. Purtroppo la strumentazione di bordo non funziona e a nulla servono i tentativi che facciamo per tentare di risettarla, spegnendo e riaccendendo più volte il pannello generale. Che dire? Affronteremo il problema una volta in porto. Nel tragitto di tanto in tanto chiedio anche a Tania di controllare se vi sia acqua in sentina. All'inizio tutto bene, tuttavia una volta in porto, proprio mentre stiamo aspettando che gli ormeggiatori ci indichino a che pontile dirigerci, Tania mi informa che c'è dell'acqua che sta trafilando da poppa. Cheppalle!!! Rifletto velocemente sul da farsi, anche perchè sono quasi le 5 del pomeriggio e il cantiere sta per chiudere. Telefono immediatamente a Mustafa spiegandogli il problema e dicendogli che è assolutamente indispensabile che si ali nuovamente e subito la barca. Domani e dopodomani, infatti, il cantiere resterà chiuso per il lockdown imposto nel fine settimana e lunedì e martedì prossimo è previsto vento molto forte da sud-est. Ciò significa che se non aliamo la barca stasera dovremmo rimandare l'operazione a mercoledì, il che ci impedirebbe di risolvere il problema nel frattempo. E così alle 18 Habibti è nuovamente nel suo invaso. Avrei tutti i motivi per innervosirmi, ma mi impongo di non farlo e di rinviare la soluzione di ogni problema a lunedì. Prima di rientrare in albergo passiamo al Marina per spiegare il motivo per il quale abbiamo fatto dietro front, ma l'ufficio è chiuso e gli ormeggiattori non sono nei paraggi. Ce ne torniamo in albergo riprendendo la nostra camera e dove non ci resta che guardare, senza pensare a nient'altro, un po' di TV. 
 
(Giornale di bordo)  

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