Oggi è la Domenica di Pasqua. Al risveglio ci accolgono un cielo nuvoloso e un forte vento da sud. Fatte alcune telefonate per gli auguri di rito ce ne restiamo a letto a leggere fino a tardi. Chiediamo a Fatouch, la ragazza che è solita rifare la stanza, di passare un po' più tardi. E' una ragazza giovane, un po' grassoccia, ma con un bel sorriso e con dei modi estremamente gentili. E' originaria della Turchia orientale, come molti degli altri camerieri dell'hotel. E' arrivata a Bodrum da poco ed ha l'aria di sentirsi un po' sola e smarrita. Anche se parla solo turco è riuscita a raccontare a Tania un po' della sua vita. Quando, venerdì scorso, avevamo lasciato l'albergo convinti di trasferirci in barca nel salutarsi si erano abbracciate. E al nostro inaspettato ritorno gli occhi le si erano illuminati nel rivederci. Credo che apprezzi il nostro modo di porci con lei. In realtà ben poca cosa: un semplice sorriso e un gesto della mano nel salutarla quando la incrociamo la mattina. Piccoli gesti di naturale attenzione ed educazione, ma che probabilmente non sono così scontati da parte dei clienti di un albergo. Lei ci ricambia nello stesso modo, con analoghi piccoli gesti, magari facendoci trovare sul letto un asciugamano piegato a forma di cuore e con al suo interno dei fiorellini presi da una siepe che si trova lì vicino. A mezzogiorno usciamo per una passeggiata. Il forte vento da sud-est alza una discreta onda anche in porto, soprattutto nell'area dove sono ormeggiati i caicchi. Ci inoltriamo nel vecchio abitato di Bodrum. Le vie pedonali sono deserte e sono pochissimi i negozi ad essere aperti. Uno scenario ben diverso da quello che ricordavamo esserci l'estate scorsa. Sulla strada del ritorno ci fermiamo al solito negozio che vende generi alimentari e che è disposto a venderci "illegalmente" una bottiglia di vino bianco che infiliamo subito nello zaino. Ma è possibile che si debba ricorrere a questi sotterfugi in un paese che aspirirebbe ad entrare nell'Unione Europea? Anche oggi pranziamo su un terrazzino dell'hotel con delle delicatezze comprate al supermercato. Poi ce ne torniamo in camera. In Italia, nonostante il lockdown, le figlie sono comunque riuscite a trascorrere la Pasqua insieme organizzando un BBQ in giardino. Viviamo tempi davvero difficili.
(Giornale di bordo)

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