CRONACA, LETTERARIA E NON, DELL'ANDAR PER MARE







mercoledì 7 aprile 2021

Bodrum

 
Ci svegliamo prestissimo. C'è ancora qualche nuvola ma il vento forte è finito. Prepariamo le valige che lasciamo alle reception dell'albergo. Le verremo a prendere stasera una volta che Habibti sarà ormeggiata al Marina, che è lì vicino. Speriamo non nascano inconvenienti, come era accaduto la settimana scorsa. Prima di prendere un taxi che ci porti allo Yat Lift consegno le chiavi dell'auto che avevamo affittato all'AVIS. Arrivati in cantiere faccio un giro dei negozi di nautica limitrofi alla ricerca di un trasduttore dell'Arimar identico a quello che ho sostituito ieri. Un'impresa impossibile. Chiedo allora a Mustafa di ordinarmene uno, ma allo stesso tempo scrivo a Ludvig di Hallberg Rassy Parts di spedirmene uno anche in Italia, insieme ad un altro kit per la riparazione del timone che recupererò nel caso riuscissi aa andare a Roma ai primi di maggio. Alle 11 arriva il tecnico della Simrad che da un'occhiata alla strumentazione. Non parla inglese, ma riesco a capire che essendo la strumentazione della Furuno preferisce non metterci le mani. Prima di andarsene telefona al collega della Furuno che, scopriamo in quel momento, ha l'ufficio a Turgutreis. Si chiama Tancai e fortunatamente parla un ottimo inglese. Gli spiego il problema e gli chiedo se gentilmente può venire il prima possibile. Mi risponde che appena tornerà in ufficio guarderà la sua agenda e mi farà sapere. Allo Yat Lift c'è grande movimento. Il brutto tempo dei giorni scorsi ha ritardato i diversi lavori in corso e le operazioni di allaggio e varo. Sul travel lift al momento c'è un enorme caicco che ha terminato di fare carena. Poi è la volta di un Beneteau Sense da 50 piedi ad essere alato e messo nell'invaso. Facciamo la conoscenza del proprietario del cantiere con il quale conversiamo un po' di barche. Qui ne vede transitare parecchie e ci fa i complimenti per Habibti. Di fronte al bacino di carenaggio attende un enorme Canados, uno yacht a motore con la struttura in legno e costruito ad Ostia trent'anni fa. Sarà alato nel primo pomeriggio, appena il personale riprenderà il lavoro dopo la pausa pranzo. Il suo skipper è inglese e parla un buon italiano. Dopo il Canados sarebbe il turno di una "gulet", ma chiedo a Mustafa di farci passare avanti in modo da avere il tempo per controllare in acqua la riparazione fatta al timone e raggiungere il Marina prima del buio. A guardarla sul travel lift è così piccola in paragone alle barche che l'anno preceduta! Una volta in acqua arriva Ismail, il meccanico, un tipo burbero i cui modi con il passare del tempo si sono gradualmente addolciti. Facciamo un giro di prova di cinque minuti facendo ruotare il timone in un verso e nell'altro. Di acqua in sentina non se ne vede neanche una goccia e il timone gira leggero. Grazie a Dio! Prima di sbarcare Ismail riusciamo addirittura a strappargli un sorriso. In verità devo ammettere che ce l'ha messa davvero tutta per toglierci dai guai. A questo punto ci dirigiamo verso il Marina dove staremo fino a lunedì. Dobbiamo ancora risolvere il malfunzionamento della strumentazione e montare le vele. Inoltre, sabato e domenica c'è il lockdown e nei prossimi giorni è previsto nuovamente vento forte. Ormeggiamo al Marina con l'assistenza degli ormeggiattori che ci accompagnano al posto assegnatoci a bordo del loro gommone. Visto che sono quasi le 17 e ancora non abbiamo pranzato andiamo da "Memedof", uno dei ristoranti sul lungomare vicino al porto. Qui troviamo sedute ad un tavolo le due impiegate che lavorano nell'ufficio amministrativo dello Yat Lift, solitamente sempre imbronciate. Quando ci vedono, per la prima volta ci fanno un timido sorriso. Il cibo è ottimo e ce lo gustiamo doppiamente sapendo che finalmente a partire da stasera dormiremo su Habibti. Telefono anche ad Ozgur. Domattina verrà a montare le vele. Mi chiama anche Tancai. Verrà anche lui domattina alle 11 per controllare la strumentazione. Tornati in barca ci vengono riconsegnati da parte di Mustafa i salvagenti a cui sono state sostituite le bombolette del gas. Tutto sembra rimettersi in marcia per il verso giusto. Si sa, è così! Una barca richiede molte attenzioni e, a volte, un po' di pazienza per i disguidi che regolarmente accadono, ma la soddisfazione di essere nuovamente a bordo e pronti a riprendere il mare è davvero impagabile.
 
(Giornale di bordo) 

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