CRONACA, LETTERARIA E NON, DELL'ANDAR PER MARE







lunedì 12 aprile 2021

Cokertme- Gokceler Buku

 
Nella notte il vento si è calmato e nelle prime ore della mattina è girato a sud-est. In giornata dovrebbe aumentare sempre da questa direzione e pertanto la baia resterà aperta e non fornirà più una protezione adeguata. Il Canados con i nostri amici turchi è già partito. Il comandante ci aveva detto che venerdì prossimo dovranno tutti rientrare in Svizzera lasciando la barca nel Marina di Yalikavak, qualche miglio a nord di Turgutreis. Fatta colazione, partiamo quasi contemporaneamente alla barca a vela che aveva dato fondo accanto a noi. Ma mentre noi ci dirigiamo verso la costa meridionale del golfo loro virano in direzione di Bodrum. Apriamo randa e genoa lasciando per un poco acceso anche il motore per ricaricare le batterie. Navighiamo per un primo tratto di bolina con un vento sui 10 nodi, poi il vento gira e lo prendiamo al traverso. Una volta ridossati dietro capo Koyun Burun esso scompare. Con il vento diminuisce anche quel poco d'onda che c'era e così raggiungiamo l'entrata del fiordo di Gokceler Buku su un mare calmo come l'olio. In questo tratto del golfo di Gokova ci sono una serie di ottimi ridossi sia dal vento prevalente, che in estate soffia da nord-ovest, che dai venti meridionali. Scegliamo Gokceler Buku in quanto nella più conosciuta Cati Buku, che si trova a meno di un miglio ad ovest, abbiamo visto ormeggiate alcune barche tra cui un caicco. Mentre stiamo abbassando le vele alle nostre spalle sopraggiunge uno yacht a motore che fortunatamente si dirige in una delle baie limitrofe. Noi lentamente ci inoltriamo nel fiordo, fino al suo termine dove si apre un'ulteriore piccola insenatura. Qui ci sono alcuni pontili costruiti in modo un po' rudimentale ai quali sono ormeggiate un paio di piccole barche di pescatori e una minuscola barca a vela in legno. In questa parte dell'insenatura il fondale è molto basso e con due metri di pescaggio non ci possiamo inoltrare. Diamo quindi fondo in 4 metri d'acqua portando due cime a terra con il tender. Il luogo è davvero incantevole. L'unica cosa che disturba un poco sono un paio di cavi dell'alta tensione che passano sopra una collina prospicente. Anche oggi abbiamo percorso una ventina di miglia. Per pranzo preparo delle penne con zucchine, acciughe e mozzarella che accompagniamo con un Gewurztraminer bello fresco. Una coppetta di fragole funge da dessert. In pozzetto si sta veramente bene e ci godiamo questo sole che riscalda senza tuttavia accaldarti. Lavo i piatti nel secchio con acqua di mare utilizzando l'acqua dolce con parsimonia solo per il risciacquo. Trascorriamo così il pomeriggio, leggendo qualche pagina dei nostri rispettivi libri. Verso sera, per evitare che diventino troppo vecchi e quindi di doverli gettare, cucino con aglio, olio e prezzemolo i funghi che abbiamo in frigo. Il profumo è da acquolina in bocca ma li mangeremo domani. Il cielo comincia a rannuvolarsi e c'è un po' di bassa marea. Lo strumento della profondità segna 2,8 metri il che, essendo il fondale di sabbia, sono più che sufficienti. Prima di andare a letto ascolto un po' di musica e bevo due gocce di quel poco di "tzipuro" che ci resta a bordo, mentre Tania crolla di stanchezza e si addormenta sul divano. 

(Giornale di bordo)

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