CRONACA, LETTERARIA E NON, DELL'ANDAR PER MARE







giovedì 21 aprile 2022

Pedi (Symi) - Rodi


La notte in rada è stata tranquilla. Pedi, soprattutto dopo l'esperienza negativa di ieri, è senz'altro un ancoraggio da preferirsi a Symi. D'altra parte quest'ultima si può raggiungere scavallando la collina che le separa. Prima di salpare mandiamo un whatsapp di saluto a Riccardo. La traversata fino a Rodi è molto gradevole. Il vento da ovest sui 15 nodi ci consente una comoda navigazione al gran lasco. A Rodi ormeggiamo nel nuovo Marina. Il personale che ci accoglie è estremamente gentile. Rispetto a Mandraki il nuovo Marina ha meno fascino, tuttavia di Mandraki non conservo un ricordo molto positivo per quanto attiene l'ormeggio. Con Nausicaa avevamo dato fondo avendo alle nostre spalle il Forte di San Nicola. Un punto in cui la banchina fa un angolo di 45 gradi e nel quale era impossibile non incrociare la catena con quella delle altre barche barche ormeggiate. Mi auguro che nel frattempo siano state messe delle trappe, cosa che tuttavia non abbiamo avuto occasione di verificare. Il problema del nuovo Marina è che al suo interno si crea spesso una fastidiosa risacca, tanto che molte delle barche stanziali sono ormeggiate con la poppa distanziata diversi metri dai pontili. Per fortuna il posto che ci è stato assegnato risente poco di questo inconveniente in quanto il vento prevalente ci allontana dalla banchina il cui unico difetto è quello di essere un po' troppo alta rispetto ad Habibti. Cosa che ci costringe ad attenti equilibrismi ogni qualvolta si deve scendere o risalire in barca. A piedi raggiungiamo il centro storico di Rodi che troviamo invaso da turisti. La città e l'omonima isola sono infatti ricche di storia e di monumenti. Forse il periodo più significativo è stato quello intorno al 1300, quando l'isola passò dal controllo della Repubblica di Genova a quello dei Cavalieri Ospitalieri anche noti come Cavalieri di Rodi. In questo periodo furono costruite le mura e gran parte dei palazzi che ancora oggi ne determinano il fascino. Dopo essere passata nelle mani di Solimano il Magnifico, la città si è arricchita di alcuni edifici di stampo musulmano e anche la più recente presenza italiana, dal 1912 al 1947, ha lasciato un segno importante, tanto che ancora oggi molti dei residenti parlano correntemente la nostra lingua. Tra questi vi è anche Efi, la proprietaria del ristorante Marco Polo indicatoci da Riccardo. Un signora strabordante di energia che con il figlio gestisce una struttura composta da un boutique hotel e un ristorante, restaurata con gran cura in pieno centro storico. I piatti proposti sono raffinati e davvero squisiti, tanto che terminata la cena prenotiamo lo stesso tavolo per sabato sera. Ritorniamo in barca a piedi. I prossimi giorni saranno dedicati alla scoperta dell'isola che, dopo Creta e l'Eubea è la terza più grande della Grecia. 
 
(Giornale di bordo)

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