Ritiriamo la Fiat Panda che avevamo prenotato all'agenzia che si trova all'interno del Marina. Faremo il giro dell'isola in senso antiorario dirigendoci come prima tappa verso Lindos. Lungo la strada ci fermiamo nella cosiddetta Baia di Anthony Quinn, che l'attore americano avrebbe voluto comprare mentre si trovava a Rodi per girare alcune scene di "Zorba il greco". Il luogo, benché sia riportato su tutti i depliant turistici, non è un granché, non solo in quanto è pieno di gente che come noi è venuta a visitarlo, ma anche perchè ci hanno costruito uno stabilimento balneare che ne deturpa l'aspetto originario. Molto più bella è invece la cala che si trova alle sue spalle, nella quale sono alla fonda due yacht a motore. Il tratto di costa che conduce a Lindos è un susseguirsi di alberghi enormi, di ristoranti con le scritte in inglese e di tutti quei servizi che piacciono tanto al turismo di massa. Davvero insignificante se non addirittura brutto. Il villaggio di Lindos, con la prospicente baia e la fortezza alle sue spalle è invece molto caratteristico. Peccato però che sia invaso dai turisti. Il parcheggio è pieno zeppo di autobus e la strada che da questo conduce al paese è intasata di macchine e di gente. Decidiamo così di limitarci a scattare qualche fotografia da lontano. Proseguendo verso la punta meridionale dell'isola ci fermiamo a Plimiri, un piccolo porto di pescatori con una taverna che però troviamo chiusa. Pranzeremo a Prasonisi, in un ristorante affollato di fronte all'omonima larghissima spiaggia. Nonostante l'aspetto un po' dozzinale il cibo si rivela di buona qualità. Questo lato dell'isola, a parte la caotica Lindos, ci ha lasciato un po' delusi. Dopo pranzo iniziamo la risalita verso Rodi lungo il lato opposto. E qui abbiamo una bella sorpresa. Ci troviamo infatti immersi tra montagne, foreste, rocce a picco sul mare e panorami mozzafiato. Raggiunto il villaggio di Monolithos ci dirigiamo verso l'omonimo castello posto su di una rocca con la vista su tutta la costa limitrofa e sul tratto di mare che separa Rodi dalle isole di Chalki e Karapatos che si vedono all'orizzonte. Qui ci fermiamo in un botteghino lungo la strada a comprare dello tzipuro fatto in casa, dell'olio di produzione locale ed un liquore a base di anice e caffè tipico dell'isola. Percorrendo una carrareccia in parte sterrata, lunga diversi chilometri e che attraversa una foresta in un ambiente pressoché alpino, raggiungiamo nuovamente la strada principale. Questo paesaggio prosegue fino all'abitato di Kameiros, poco dopo il castello di Kritinia. Di qui anche la costa settentrionale diventa più antropizzata. Rientriamo al Marina verso le 20. In porto c'è un po' di risacca.
(Giornale di bordo)

Nessun commento:
Posta un commento