CRONACA, LETTERARIA E NON, DELL'ANDAR PER MARE







sabato 23 aprile 2022

Rodi


Poco dopo l'alba ormeggia accanto a noi un Hallberg Rassy 46 con bandiera svedese e con a bordo una coppia con tre figli gemelli, una bambina e due maschi. La barca si chiama Nadine ed è attrezzata per le lunghe navigazioni. In effetti sta completando il giro del mondo. Lo skipper ci dice che sono partiti dalla Svezia nel 2018 e che la lunga circumnavigazione è stata caratterizzata da alcuni eventi inattesi. Tra questi il fatto di essere rimasti confinati in barca per 40 giorni nella Polinesia francese a causa del covid. Ciò ha ritardato la loro tabella di marcia tanto che si sono trovati ad essere nelle Isole Figi in piena stagione di uragani. Infine, anche la risalita del Mar Rosso non è stata una passeggiata. Ora arrivano da Cipro che avevano a sua volta raggiunto dall'Egitto. Le prossime tappe li riporteranno in Scandinavia. Nel sentire il racconto di questa lunga e affascinante navigazione mi vengono in mente alcune considerazioni. In primo luogo che le distanze per i navigatori oceanici assumano un valore del tutto diverso. Infatti, tratte di 200-250 miglia, come quella appena percorsa da Nadine da Cipro a qui, sono considerate al pari di piccoli trasferimenti. Ma c'è anche un modo diverso di rapportarsi al viaggio che per alcuni aspetti li distingue da chi si limita a navigazioni a piccolo raggio. Nel nostro modesto girovagare per il Mediterraneo, ad esempio, se solo ne avessi la possibilità, in termini di tempo a disposizione, mi fermerei nella maggior parte dei luoghi incontrati sulla mia rotta. Per la maggior parte di coloro che affrontano il giro del mondo, invece, non è rilevante saltare a piè pari luoghi bellissimi come la Grecia o la Turchia: una sosta di un paio di giorni a Santorini e qualche giorno dopo sei già a Scilla e Cariddi, pronti a proseguire diretti per le Baleari, proprio come faranno i nostri amici di Nadine nei prossimi giorni. Noi invece, oggi, abbiamo intenzione di visitare alcune aziende vinicole della zona. Con la nostra Panda percorriamo le strade interne dell'isola. Una di queste, molto tortuosa, conduce alla cosiddetta Valle delle Farfalle. Di qui raggiungiamo Apolonia, un piccolo villaggio di viticoltori. Ci fermiamo per una degustazione in una delle "winery" del paese, dove compriamo qualche bottiglia. Quindi, dopo aver attraversato una zona selvaggia lungo una strada con continui saliscendi, raggiungiamo Empona, un villaggio sulle pendici del Monte Atavyros, il più alto dell'isola, sulla cui sommità a 1215 metri d'altezza si trovano le rovine di un tempio dedicato a Zeus. Anche qui facciamo una degustazione in un'azienda vinicola comprando qualche bottiglia e degli ottimi formaggi. Sulla strada del ritorno visitiamo il sito archeologico di Kamiros nel quale riusciamo ad accedere poco prima della chiusura. Domani si festeggia la Pasqua ortodossa e tutti si stanno preparando a celebrare la festività. Ritornati a Rodi concludiamo la giornata con una cena al Marco Polo che si conferma una tappa da non mancare se si è di passaggio a Rodi.
 
(Giornale di bordo)

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