Ci svegliamo presto e poichè sulla barca di Leo sono già tutti in piedi anticipiamo di una mezz'ora la nostra partenza per Gocek. Usciti dalla baia, anche se il vento è moderato troviamo un po' d'onda. Telefono a Faruk preannunciandogli il nostro arrivo. Inutilmente cerca di trovarci due posti in uno dei tanti pontili che vi sono a Gocek. La fortuna vuole che accanto ad Alisee, dove si trovano Faruk ed Osnya, sono da poco salpate un paio barche e così diamo fondo proprio accanto ai nostri amici. Leo trova posto poco lontano. Alle 11 scendiamo a terra e con il minivan di Faruk raggiungiamo l'ambulatorio del suo amico medico nelle vicinanze di Dalaman. Il polpaccio di Gianbruno oggi va molto meglio e il medico gli estrae gli aculei più grandi. Terminato il piccolo intervento ci spostiamo nella vicina Dalaman, una piccola cittadina conosciuta soprattutto per il suo aeroporto. In un supermercato Faruk compra un po' di provviste per Connie, "la sua moglie tedesca", come la chiama lui, che vive in una fattoria poco lontano. Poco più tardi la raggiungiamo. Connie adora gli animali e nella sua fattoria circolano liberi cani, gatti, animali da cortile e un paio di cavalli. La sua casa sembra essere stata trasportata qui dalla Baviera. E' uno chalet costruito in legno di cedro il cui profumo ti avvolge non appena varchi la porta di ingresso. Ogni stanza è arredata con gusto e alle pareti sono appesi i ritratti dei suoi antenati: una nota famiglia tedesca che ha fondato un'impero dell'industria farmaceutica. Connie, che parla anche un ottimo francese, ci fa gli onori di casa. Beviamo qualcosa di fresco e verso l'ora di pranzo, dopo aver percorso una strada tortuosa tra i boschi, raggiungiamo l'abitato di Caunos. Qui si trovano delle tombe scavate nella roccia in puro stile ellenistico. Il sito meriterebbe una visita, ma per oggi Faruk ci ha riservato un'altra sorpresa: un pranzetto con i fiocchi a Yuvarlak Cay, una località sulle pendici di una delle montagne alle spalle del lago di Koycegiz, in un ristorante posto lungo le rive di un ruscello dall'acqua gelata. Nella calura odierna trovare un tale refrigerio è davvero impagabile. Pranziamo seduti su un terrazzo in legno solo per noi con l'acqua del ruscello che ci scorre accanto. Oltre all'ottimo cibo, le numerose birre e la bottiglia di raki contribuiscono a creare un'atmosfera particolarmente gioiosa, tanto che sulla via del ritorno gli occupanti della parte posteriore del minivan si esibiscono in una performance canora sciorinando il migliore repertorio della canzone italiana. Alle 18 siamo nuovamente a Gocek. Leo, Gianbruno e consorti rientrano in barca mentre con Tania trascorriamo il resto della serata su Alisee, in compagnia del mitico Faruk e di Osnya.
(Giornale di bordo)

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