Oggi avremmo voluto spostarci nella piccola isola di Ro, a poche miglia ad ovest di Kastellorizo. Tuttavia, consultando il portolano leggiamo che si tratta di un’area militare con il divieto d’approdo. Peccato. Anche perchè ci sarebbe piaciuto visitare il luogo nel quale ha vissuto per tanti anni una donna che in Grecia è divenuta una vera e propria leggenda: Despina Akladiotou. Il suo nome è diventato un simbolo di coraggio e di patriottismo. Ma per capire il perchè è necessario innanzitutto descrivere brevemente Ro, nota anche come Agios Yeorgos, un'isoletta di 1,6 chilometri quadrati, sterile ed inospitale, rimasta disabitata per la maggior parte della sua storia, situata proprio di fronte alla costa turca. Despina, nata nel 1890 a Kastellorizo, arrivò sull'isola con il marito nel 1927. In quel tempo Kastellorizo e le isole circostanti erano piene di rifugiati dell'Asia Minore, mentre Ro era abitata da poche famiglie che, purtroppo, in breve tempo abbandonarono l'isolotto. Fu nel 1929 che Despina sollevò per la prima volta la bandiera greca sulla piccola isola di Ro. La visione di una bandiera turca innalzata sull'isolotto da alcuni soldati turchi la offese profondamente tanto che con l'aiuto del marito la abbattè issando al suo posto quella greca, fabbricata da lei stessa con la biancheria di casa. Per amore della sua isola decise di non lasciarla nemmeno dopo la morte del marito nel 1940, nonostante le difficoltà, ma di continuare compiere tutti i giorni il suo rito patriottico dell'alzabandiera. E questo rito proseguì per ogni mattina fino al 1982, anno in cui morì. E' proprio quell'atto di patriottismo che rese Despina Akladiotou famosa in tutta la Grecia. Venne sepolta nella sua isola, alla presenza delle autorità civili e militari, onorata dal Parlamento greco, dall'Accademia di Atene, dalla Marina militare tanto che le stesse Poste greche emisero un francobollo con la sua effigie. Leggiamo questa storia mentre con Habibti sfiliamo a poche miglia dall'isola sulla quale, oggi, si nota solo una costruzione bianca che ha tutta l'aria di essere un insediamento militare. Il tratto di mare antistante Ro, che percorriamo a vela con il solo genoa, è cosparso di piccoli isolotti ed alcune secche, una delle quali segnalata da una meda. In meno di un paio d'ore entriamo nell'ampia baia di Kalcan, sulla costa turca, dirigendoci nella sua insenatura occidentale che prende il nome di Yesilkoy Limani. Questa è la meta di tutte le imbarcazioni turistiche provenienti dal limitrofo porto di Kalcan, oltre che della maggior parte delle barche a vela che navigano nella zona essendo uno dei rari ridossi tra Kas e Fethiye. Diamo fondo portando due cime a terra su un fondale di alghe con qualche banco di sabbia. L'andirivieni di barche è un continuo. Il vento da est crea un po' di risacca e pertanto, nel pomeriggio, ci spostiamo un po' più lontani dalla riva dando fondo alla ruota in circa 20 metri d'acqua. Verso sera la baia si riempie di caicchi. Sceso il buio, appare la luna piena. La sua luce rischiara la baia lasciando sull'acqua una fluttuante striscia luccicante. Finalmente ritorna la pace e noi ci godiamo questo bel momento di tranquillità.
(Giornale di bordo)

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