CRONACA, LETTERARIA E NON, DELL'ANDAR PER MARE







giovedì 18 aprile 2024

Riva di Traiano - Porto Ercole


Lasciamo l’ormeggio alle 8 spostandoci al distributore del carburante. Il benzinaio, a cui Tania telefona per chiedergli l’orario di apertura, arriva poco prima delle 9. Facciamo il pieno e salpiamo. Sul pontile di fronte sono ormeggiati alcuni “mini” che hanno partecipato alla “Roma per uno, per due, per tutti”. In considerazione delle condizioni del mare dei due giorni precedenti gli organizzatori, solo per questa classe, avevano spostato il giro di boa da Lipari a Ustica, in modo da farli navigare più alle portanti. In mare c’è poco vento e il moto ondoso si è finalmente calmato. Tuttavia da domani è previsto l’arrivo di una nuova perturbazione. Facciamo una navigazione tranquilla lungo costa incrociando un paio di barche a vela e una flotta di pescherecci. Si vedono chiaramente Giannutri e il Giglio sulla nostra sinistra e la centrale di Montalto di Castro a dritta. Come destinazione odierna optiamo per Porto Ercole piuttosto che il più anonimo Marina di Cala Galera, dove peraltro non è possibile prenotare in anticipo. Vorremmo fermarci qui per un paio di giorni lasciando passare la perturbazione. Telefono ad un primo pontile. Chi mi risponde mi dice che stanno aspettando il sub che deve mettere in ordine le trappe al momento tutte ingarbugliate. Gentilmente mi suggerisce di chiamare l’approdo Santa Barbara che si trova appena entrati in porto sulla sinistra, a pochi metri dalla diga foranea. Mi risponde Edoardo Teodori, il proprietario, che mi conferma la disponibilità di un posto per un paio di giorni. Raggiunto Porto Ercole, al momento di dover ormeggiare si alza un discreto vento al traverso. Il che, visto il poco spazio a disposizione, rende la manovra non proprio facilissima. Va tutto bene, anche grazie all’assistenza che ci offrono Andrea e Zizo, i due giovani ormeggiatori del pontile. Quest’ultimo è un ragazzo egiziano che ormai parla l’italiano con accento toscano. Mi da una mano a tirare per bene la trappa. È vero che il vento intraversa la barca, però purtroppo mi rendo conto che la forza delle mie braccia non è più quella di un tempo. Scesi a terra facciamo un po’ di spesa alla Coop e in una pescheria ordiniamo per domani mezzo chilo di alici che chiediamo di pulirci. Poco prima che scenda il buio vediamo arrivare dei grandi nuvoloni neri da sud-est. Meno di cinque minuti e l’anemometro segna 30 nodi. Avvolgo una cima intorno al copri randa e aggiungo rapidamente due spring a poppa e, essendoci spazio sufficiente, un terzo dal pontile alla galloccia di prua. Mentre sto facendo queste operazioni Tania mi dice che i due tubolari posteriori del tendalino sono usciti dalla loro sede. Poiché sul tendalino sono fissati i due pannelli solari non mi pare il momento per mettermi a smontarli e quindi poter richiudere il tendalino al fine che offra meno tela al vento. Fisso i tubolari con due stroppini e per maggiore sicurezza faccio passare tutt’intorno al tendalino una cima legandola stretta alla battagliola. In questo modo non c’è rischio che si muova più e domani ci penseremo. Una volta messa la barca in sicurezza scendiamo sottocoperta e non ci resta che andarcene a letto.

(Giornale di bordo)

Nessun commento:

Posta un commento