Oggi ci prendiamo una giornata di riposo. Una veloce perturbazione porterà forti venti da sud-ovest lungo tutta la costa meridionale della Calabria e a Roccella sono previsti almeno 30 nodi. Nel tardo pomeriggio di ieri ha ormeggiato nel finger accanto al nostro un Sun Odissey 440 con una coppia di francesi a bordo. Sono Guy e Natasha, due pensionati originari del Vars che da qualche anno vivono sulla loro barca. In mattinata Tania raggiunge nuovamente a piedi Roccella Ionica dov’è ha preso un appuntamento dal parrucchiere. Nel frattempo io studio le possibili alternative per risalire il Tirreno una volta raggiunta Messina. Guy e Natasha ci invitano sulla loro barca per un aperitivo. Il salame corso che ci offrono è davvero squisito. Noi gli regaliamo una delle ultime bottiglie di Sauvignon turco che ci restano a bordo. Domani proseguiranno verso la Grecia. Vorrebbero fermarsi al Marina di Catanzaro, con la speranza che quel porto sia stato dragato. Ci dicono che l’anno scorso lo avevano trovato inaccessibile a causa dell’insabbiamento. Hanno svernato in Sicilia e ci raccontano della terribile burrasca che li ha colpiti nel porto di Trapani solo poche settimane fa. Insieme commentiamo lo stato di abbandono in cui si trovano le barche, alcune a vela altre a motore, utilizzate dagli scafisti, che sono state sequestrate dalla Guardia di Finanza e che si trovano allineate all’inglese sulla banchina all’ingresso del Marina. Purtroppo offrono uno spettacolo desolante. Una di queste ha il genoa lacerato che sbatte a prua. Ci vorrebbe poco a toglierlo. Il personale del Marina probabilmente non può salire a bordo ma qualcuno del grande distaccamento della Guardia di Finanza che si trova proprio lì davanti potrebbe farlo. Sempre accanto al Marina c’è anche una struttura utilizzata come centro di accoglienza per gli immigrati clandestini. Per un periodo è stata gestita da Medecins sans Frontieres, ma al momento è chiusa. Tutto ciò purtroppo contribuisce a rendere il Marina della Grazie un porto piuttosto desolato. Per cena cucino al vino rosso dei calamari che Tania ha comprato in paese. Li accompagniamo con una bottiglia di “Calabria” IGT, alla quale inizialmente non avevo dato troppo credito e che Tania aveva comprato al negozio di alimentari del Marina. Invece il vino si rivela essere molto buono, tanto che decidiamo di comprarne alcune bottiglie. Ma purtroppo si è fatto tardi e troviamo il negozio già chiuso. Prima di andare a letto vorrei fare il pieno d’acqua. Non so se sia un’effetto dell’eccessiva pressione, ma l’acqua della colonnina mi pare un po’ torbida. Così preferisco rinunciare. Riempiremo il serbatoio dell’acqua domani a Messina.
(Giornale di bordo)

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