CRONACA, LETTERARIA E NON, DELL'ANDAR PER MARE






mercoledì 23 giugno 2010

Agape


Ma, allorche' dimentico tutto il resto e mi soffermo sugli uomini d'equipaggio, essi mi stupiscono. Per lo piu' non sanno ne' leggere ne' scrivere. Non sanno nulla di cio' che gli ufficiali sanno. Pero' questi belli e maschi individui formano una completa... come devo chiamarla? " Civilta' " no, poiche' non hanno alcuna citta'.
Cosa sono dunque, questi esseri al contempo cosi' liberi e cosi' dipendenti?
Essi sono gente di mare, e io comincio a capire perche' sono cosi' chiamati. Guardali, quando non hanno lavori da sbrigare, tenersi a braccetto o cingersi le spalle con un braccio. Dormono, a volte, sulle nude tavole del ponte, l'uno posando magari la testa sul petto dell'altro. Gl'innocenti piaceri dell'amicizia... di cui io, ahime', ho fin'ora cosi' scarsa esperienza... la gioia di una gentile fratellanza o quel legame fra due persone che - come dicono le Sacre Scritture - supera anche l'amore delle donne... dev'essere questo il cemento che insieme li unisce.
(William Golding, Riti di passaggio)

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