CRONACA, LETTERARIA E NON, DELL'ANDAR PER MARE






martedì 28 marzo 2017

Une île 




Une île
Une île au large de l'espoir
Où les hommes n'auraient pas peur
Et douce et calme comme ton miroir
Une île
Claire comme un matin de Pâques
Offrant l'océane langueur
D'une sirène à chaque vague
Viens
Viens mon amour
Là-bas ne seraient point ces fous
Qui nous disent d'être sages
Ou que vingt ans est le bel âge
Voici venu le temps de vivre
Voici venu le temps d'aimer
Une île
Une île au large de l'amour
Posée sur l'autel de la mer
Satin couché sur le velours
Une île
Chaude comme la tendresse
Espérante comme un désert
Qu'un nuage de pluie caresse
Viens
Viens mon amour
Là-bas ne seraient point ces fous
Qui nous cachent les longues plages
Viens mon amour
Fuyons l'orage
Voici venu le temps de vivre
Voici venu le temps d'aimer une île
Une île qu'il nous reste à bâtir
Mais qui donc pourrait retenir
Les rêves que l'on rêve à deux
Une île
Voici qu'une île est en partance
Et qui sommeillait en nos yeux
Depuis les portes de l'enfance
Viens
Viens mon amour
Car c'est là-bas que tout commence
Je crois à la dernière chance
Et tu es celle que je veux
Voici venu le temps de vivre
Voici venu le temps d'aimer

(Jacques Brel, Une ile)

venerdì 24 marzo 2017

L'uomo dell'isola



Gettato ha il marinaio l'ancora
nelle calme acque che circondano la sua isola
cheta di speranze, l'isola piccina mai raggiunta
e sempre riscontrata nel sognare.
Tutto il cielo e tutto il mare ha negli occhi il marinaio
e nel cuore ei benedice l'ora
che solenne come un giuramento
l'accompagni alla sua verde dimora
nascosta fra l'argilla e i lauri profumati di salso.
La vela alla brezza tepida freme,
memore ancora dei venti e delle tempeste di ieri.
Il marinaio no, ei che sempre saldo sulla prua teneva la testa alle bufere,
ei che i falsi porti lasciò e sempre solingo
nell'aperto mare continuò l'andata.
Ora è giunto alla fine del suo viaggio
e il cuor gli trema per tanta fortuna.
La sua nave nel porto è arrivata.

(Caterina Tagliani, L'uomo sull'isola)

venerdì 17 marzo 2017

Proverbi



Tutte le "sacoleghe" ancorate in rada vicino a noi, partono al levar del sole; imitiamo il loro esempio, e appena girata la punta di Capo Babà, eccole che bordeggiano verso Tenedo, rinnovando ai nostri occhi lo spettacolo delle paranzelle d'Ischia. E per obbedire al vento di prua che vuole così, i mettiamo a bordeggiare anche noi, rassegnati a percorrere il quadruplo del cammino, che dovrebbe condurci ai Dardanelli. Dio li benedica cotesti Dardanelli! Più ci affanniamo a raggiungerli e più ci scappano davanti, peggio che se avessero l'ali; da quanto tempo secondo i nostri calcoli preventivi, avremmo dovuto vederli e toccarli! Ma in mare i calcoli sono sempre sbagliati e i conti sempre senza l'oste; non si inganna il proverbio: chi naviga, certe volte con un pane fa cento miglia e certe altre non ne fa neppure uno con cento pani.

(Remigio Zena, In yacht da Genova a Costantinopoli)

martedì 14 marzo 2017

Alaggio



Oggi Habibti e' stata messa a terra. Lele mi ha mandato alcune foto del momento dell'alaggio. La carena era un po' sporca, ma non c'erano denti di cane. La parte peggiore era l'alloggiamento e l'elica del bow-thrust (che uso raramente). Nei giorni scorsi Sandro ha gia' controllato il sartiame e l'albero. Oltre alla carena e alla sostituzione di tutti gli zinchi, questa e' la lista dei principali lavori previsti che restano da fare:
- tagliando motore
- piastra interna fissaggio ancora di poppa
- controllare asse timone
- sostituzione batteria motore
- lucidatura scafo e tuga
- pulizia teak
- aggiungere due tubolari sul tendalino per pannelli solari
- sostituire cerniere fascia tendalino
- lavare sprayhood
- lavare moquette
- lavare randa e genoa
- controllare avvolgitore gennaker e code 0
- sostituire spie colonnina timone
- sostituire spot luce interna
- sostituire cime utilizzate come springer
- sostituire bombola gas
Habibti compira' cinque anni il prossimo maggio e da un calcolo approssimativo fatto nei giorni scorsi le miglia che ha percorso sono circa 12.000. Le ore motore 950 e dal diario di bordo risulta che ad oggi siamo stati a bordo 372 giorni.

(Giornale di bordo)

sabato 11 marzo 2017

Yacht



Chi non l'ha provato, non può concepire il fascino di navigare in yacht, qualunque sia il porto a cui è diretta la prua nel far vela. Per quanto viva la smania di vedere nuove terre e ci abbruci il sangue la febbre dell'ignoto, più vivo e ardente è l'affetto che a gradi a gradi il mare riesce ad accapararsi da noi quando ad esso ci abbandoniamo, non per giovarcene come d'un semplice mezzo di transito, ma per vivere con esso della sua vita,  intenderne i moti e le voci, scrutarne i misteri,  temerlo e domarlo ad un tempo, trasfonderne nella sua l'anima nostra.

(Remigio Zena, In yacht da Genova a Costantinopoli)

lunedì 6 marzo 2017

Ed è già ora di ripartire


Dopo una breve pausa il vento si è rimesso a soffiare forte per tutta la notte. Sveglia presto e partenza per Roma. Nel pomeriggio c'è l'aereo per Kabul. Ho lasciato le varie consegne a Lele, Guido, Antonio e Stefano. Dopo Pasqua si lascerà Punta Ala per Procida, prima tappa verso Corfu'.

(Giornale di bordo)

domenica 5 marzo 2017

Nuovo acquisto



Stamattina sono passato da Guido a ritirare i nuovi salvagenti. Avrei potuto limitarmi a cambiare le pastiglie di quelli utilizzati in questi anni è comprati a suo tempo da Accastillage.  Ma non solo sono difficili da trovare ma anche costavano quanto il salvagente stesso. Ed è così che ho deciso per il nuovo investimento (ed è proprio il termine appropriato!). In compenso sono molto belli ed hanno un'ottima vestibilità. 

(Giornale di bordo)

sabato 4 marzo 2017

Quarantaquattro....nodi



La foto è venuta sfocata, anche perché la barca ballonzolava un poco, nonostante fossimo in banchina. In mattinata scirocco poi nel pomeriggio è girato a libeccio. Fatto un salto a Castiglione da Sandro che nelle scorse settimane mi ha dato una controllata ad albero e sartie. Quelle alte e quelle medie erano un po' lente. Un po ' di spesa alla Coop e cena da "Bernardo" in compagnia di Giovanni.

(Giornale di bordo)

venerdì 3 marzo 2017

Breve passaggio



Questa breve vacanza si è trascorsa sulla neve in compagnia di Marco ed Elena. Sci e belle passeggiate in quel di Sansicario. Solo stasera siamo arrivati a Punta Ala, in tempo per goderci uno splendido tramonto. Nei prossimi giorni è previsto vento forte e mare grosso. Per questo motivo non abbiamo in programma di uscire in barca. Dalla prossima settimana Habibti passerà un mesetto in invaso per fare carena e tutta una serie di lavoretti prima della partenza. 

(Giornale di bordo)

lunedì 20 febbraio 2017

Vela e metafore



La vela è una metafora della vita: non puoi scegliere il vento, ma puoi sempre regolare le vele. 

(Vincenzo Nicolosi, Pensieri)

sabato 18 febbraio 2017

Chissa'



Chissà chissà
la nave passerà
Chissà selà
qualcuno salirà.
Laggiù
laggiù
nell'indaco laggiù
enigma e fantasia.
Laggiù laggiù
sono persone o sono sogni
si laggiù!
O sono dei pensieri spersi
nella grande oscurità.
Chissà chissà
il mare è antico
e parla antico, parlerà
parole greche sconosciute
sprofondate verità.

(Paolo Conte, Chissà)

mercoledì 15 febbraio 2017

Alba


Un nome gentile a colei
che anticipa il sorger del sole
Prepara la strada all'aurora
che incede impietosa
in un cielo ancora ceruleo
risplenderà presto la luce
sull'acqua ormai inargentata
d'intesa con te che svanisci
pian piano nel sole.
Ti nascondi, ti confondi tra i cirri
inseguiti da un vento scherzoso,
specchiati nell'onda che pare
ondeggiare e seguire quel volo.
Hai mai visto tu nascere l'alba
da una riva del mare in tempesta?
L'onda si insegue mentre un'altra
s'avanza, scavalca, sovralza la prima
e la riva l'accoglie già esausta.
L'abbraccia, l'involve e nasconde
quel mare di pianto che scioglie ogni freno
all'onda ormai stanca.

(Caterina Tagliani, Alba)

lunedì 13 febbraio 2017

Tinos



Vivevamo in una casetta sul fianco di una collina. Come molte case di Tinos era costruita in pietra imbiancata a calce e il tetto piatto era in tegole rosse a forma di rombo. La piccola camera che Mama' e io condividevano al primo piano non aveva porta: la stretta tromba delle scale dava direttamente sulla cameretta, ma aveva una finestrella a ventaglio e un balconcino con una ringhiera in ferro battuto che arrivava alla vita, dal quale lo sguardo spaziava sui tetti delle altre case, sugli ulivi, le capre, i tortuosi vicoli di pietra e gli archi, e naturalmente sull'Egeo, azzurro e calmo nelle mattine d'estate, ma con le ochette bianche il pomeriggio, quando il meltemi soffiava da nord.

(Khaled Hosseini, E l'eco rispose)

domenica 12 febbraio 2017

Tentazione



D'immenso azzurro ti circonda
nel quale sprofondare, seguendo l'onda,
un'abbraccio che tenero t'accoglie
senza voler far male.
Come ti tenta il mare!
Accarezza lieve i tuoi piedi
t'inoltri adagio nell'onda
che ti lambisce e lenta torna
a ribaciar la sponda.
Lasciarsi andare nell'immenso mare
nel blu profondo che cela e conserva
tutte le coseche ti son più care.
Come ti tenta il mare!

(Caterina Tagliani, Come ti tenta il mare)

venerdì 10 febbraio 2017

Marosi


Forma oscure si addensano nel cielo,
corrono a salutare l'alba del sole fulgente
che s'affaccia sulla terra ad inondarla di luce e di calore.
Le nubi nere si dileguano all'apparire
sull'orizzonte del disco dorato
come fantasmi che spariscono
al nuovo giorno che inizia.
L'acque del mare
s'infrangono sulla sabbia dorata,
le pietre roteano vorticosamente
nelle onde della risacca.
I marosi ondeggiano sull'infinito oceano
creando illusioni che s'innalzano
al cielo
per poi dileguarsi nelle profondità
del mare.
Il mare rimane fermo, immobile,
seppur l'apparire delle onde in superficie,
non viene toccato dal oro moto errante,
imperterrito continua il suo essere,
a ricevere nell'illimitato appagamento interiore.

(Walter Jayan, Poesie)

giovedì 9 febbraio 2017

Che mi dai mare?



Che mi dai mare?
I caldi riflessi del sole,
i dolci sussurri del vento,
un lembo azzurro di cielo!
Le onde non lasciano il segno
e tu, accanto, hai un corpo oramai
stanco.
E' sera, intorno urla la calma
di un rosso tramonto.
Vorrei un altro giorno,
un giorno per viver felice.
Immerso nei tuoi occhi normanni
mi dici: ti amo ancora, anima mia!

(Francesco Cuda, Poesie)

mercoledì 8 febbraio 2017

La fine del viaggio



Gettato ha il marinaio l'ancora
nelle calme acque che circondano la sua isola
cheta di speranze, l'isola piccina mai raggiunta
e sempre riscontrata nel sognare.
Tutto il cielo e tutto il mare ha negli occhi il marinaio
e nel cuore ei benedice l'ora
che solenne come un giuramento
l'accompagna alla sua verde dimora
nascosta fra l'argilla e i lauri profumati di salso.
La vela alla brezza tepida freme,
memore ancora dei venti e delle tempeste di ieri.
Il marinaio no, ei che sempre saldo sulla prua
teneva testa alle bufere,
ei che i falsi porti lasciò sempre solingo
nell'aperto mare continuò l'andata.
Ora è giunto alla fine del suo viaggio
e il cuor gli trema per tanta fortuna:
La sua nave nel porto è arrivata.

(Caterina Tagliani, L'uomo dell'isola)

domenica 29 gennaio 2017

Esistere



E chi sono io lo avverto bene in mare: sono l'onda che frange sulla mia prua, il vento che soffia sulle mie vele, il sole che scalda le mie ossa e la mia anima. 

(Luciano Piazza, Pensieri)

sabato 28 gennaio 2017

Sogni in riva al mare



La mia casa era sul porto i miei sogni in riva al mare
Diventavo marinaio ero pronto a partire
Sulla rotta di Cristoforo Colombo io volevo andare via
Ai confini del mio mare per scoprire un nuovo mondo
E scordare casa mia

(Lucio Dalla, Sulla rotta di Cristoforo Colombo)

giovedì 26 gennaio 2017

Cruise 2017



Avendo in questi ultimi quattro anni girato a lungo per l'arcipelago toscano e per buona parte del Mediterraneo occidentale, ad aprile lasceremo la nostra amata Punta Ala per portare Habibti in Grecia. Faremo tre tappe, in modo da goderci il viaggio, che non vuole assumere le caratteristiche del mero trasferimento. Il programma prevede a fine aprile primi di maggio di portare la barca a Procida, fermandosi qualche giorno alle Pontine. Tra fine giugno e luglio di scendere lungo la costa e fermarci a Vibo Valentia. Infine, tra fine agosto e settembre, passando per le Eolie, Roccella Ionica, Crotone, Santa Maria di Luca e Othoni, raggiungere Corfu'. Approfitteremo nei mesi a seguire per girovagare tra le isole della Grecia ionica lasciando Habibti a svernare nel marina di Gouvia. Questo il programma, l'augurio è, come sempre, che vento, mare..... e impegni di lavoro, ci siano propizi.

(Giornale di bordo)

mercoledì 11 gennaio 2017

L'Infanta Combitta



Coricato, lo ero ancora di sicuro, ma questa volta su una materia in movimento. Mi lasciavo andare e poi vomitavo e mi risvegliavo ancora e mi riaddormentavo. Ero in mare. Stracco morto come mi sentivo avevo appena la forza di percepire il nuovo odore di cordame e di catrame. Faceva fresco nel recesso ballonzolante in cui ero stivato proprio sopra un oblò spalancato. Mi avevano lasciato tutto solo. Il viaggio evidentemente continuava... ma quale? Sentivo dei passi sul ponte, un ponte in legno, sopra il mio naso e delle voci e le onde che venivano a sciabordare e a rompersi contro le fiancate. È molto raro che la vita torni al vostro capezzale, ovunque voi siate, in un modo che non abbia la forma di uno sporco scherzo da prete. Quello che mi avevano giocato i tipi di San Tapeta poteva bastare. Non avevano forse profittato del mio stato per vendermi scassato com'ero all'armamento di una galera? Una bella galera, in fede mia, lo ammetto, alta di fiancata, ben munita di remi, coronata di belle vele porpora, un castello di poppa dorato, una nave che era tutto quel che c'era di imbottito nelle sale per ufficiali, con a prua un superbo ritratto a olio di fegato di merluzzo raffigurante L'Infanta Combitta in abbigliamento da polo. Patrocinava, mi spiegarono poi, l'Altezza Reale, col suo nome, le sue tettone e il suo onore reale il naviglio che mi trasportava. Era lusinghiero. 

(Luis - Ferdinand Celine, Viaggio al termine della notte)

giovedì 5 gennaio 2017

Punta Ala



Il vento forte arriva puntuale. Buona la scelta di anticipare il rientro di un giorno. Si finisce di pulire la barca e si preparano le valige. Ai primi di marzo dovremmo essere nuovamente qui. Poi bisognerà fare carena e come ogni anno lasceremo Habibti in invaso per un mesetto, in attesa di riprendere il mare probabilmente verso sud.

(Giornale di bordo)

mercoledì 4 gennaio 2017

Porto Azzurro - Punta Ala


Dopo aver salutato l'equipaggio di Nausicaa ci avviamo verso Punta Ala. Domani ci sarà nuovamente molto vento e preferiamo rientrare. Alle 13 siamo già in porto. Sbarchiamo mia madre e cominciamo a sistemare la barca. In questi giorni abbiamo fatto quasi 350 miglia in una solitudine quasi assoluta. Il mare in inverno, quando si trovano le condizioni eccezionali di questi giorni, è una vera goduria. 

(Giornale di bordo)

martedì 3 gennaio 2017

Giro dell'Elba... in auto



Il grecale forte che attendevano è arrivato questa notte. Decidiamo di lasciare Habibti in porto e di far visitare l'isola d'Elba a mia madre che la conosce solo dal mare. Affitto una Seat Ibiza e raggiungiamo Rio dell'Elba, Rio Marina, dove in porto c'era una sola barca a vela con bandiera tedesca probabilmente lasciata li a svernare, Cavo, il passo del Volterraio, Portoferraio. Qui si sono fatti due passi in centro e poi lungo le mura della fortezza Medicea. Mangiato una focaccia in uno dei bar che si affacciano sulla Darsena e quindi abbiamo proseguito per Marciana Marina, Marciana, Chiessi, Pomonte, Marina di Campo, Lacona, nuovamente Portoferraio. Qui si è presa la strada per Bagnaia, poi Nisporto, si è quindi scavalcato di nuovo verso Rio dell'Elba e infine si è ritornati a Porto Azzurro. La serata l'abbiamo invece trascorsa a bordo di Habibti in compagnia di Giovanni, Fabio e Giulia che ci hanno raggiunti in porto con Nausicaa. 

(Giornale di bordo)

lunedì 2 gennaio 2017

Campese - Porto Azzurro



Svegliati alle 9. Il cielo continua ad essere sereno ma fa freddo. Lasciamo Campese per dirigerci a Porto Azzurro. Domani è prevista una sventagliata da nord. In mare sono apparse un po' di barche a vela. Anche oggi avvistato tonni e delfini. A Porto Azzurro ormeggiamo accanto ad un Dufour 40 con un equipaggio decisamente poco socievole. Facciamo un giro in paese e ci prendiamo un aperitivo (piuttosto annacquato) in uno dei bar sulla piazza. Cenato a bordo per finire la giornata.

(Giornale di bordo)

domenica 1 gennaio 2017

Porto Longosardo - Campese



Dormito poco e male. Decido di cominciare il rientro. La temperatura si è abbassata di molto ma continua ad esserci il sole. Attraversiamo le Bocche di Bonifacio con un maestrale sui 25 nodi. Lascio Lavezzi sulla sinistra e punto in direzione dell'Argentario. Allontanandoci dalla Corsica percorriamo un primo tratto al gran lasco poi il vento gira al traverso. Aggiusto un po' la rotta verso il Giglio. Tramontato il sole l'aria diventa fredda.  Accendo il radar e proseguo, controllando intorno ogni 20 minuti, fino a Campese, che raggiungiamo alle 4 del mattino.

(Giornale di bordo)

sabato 31 dicembre 2016

Porto Madonna - Porto Longosardo



Per l'ultimo giorno dell'anno ci spostiamo con una breve navigazione a Santa Teresa di Gallura. Il personale di Porto Longosardo è molto gentile. Facciamo due passi in paese, molto pulito ed ordinato. Facciamo anche un po' di cambusa, ancora due passi in porto e quindi ceniamo a bordo festeggiando, oltre al Capodanno,  gli 80 anni di mia madre.

(Giornale di bordo)

venerdì 30 dicembre 2016

Porto Palma - Porto Madonna



Il vento da nord continua a soffiare con una certa intensità. Tuttavia, anche se mi toccherà bolinare per risalire il canale tra La Maddalena e Spargi,  ci dirigiamo verso Porto Madonna, tra le isole  di Budelli,  Santa Maria e Razzoli. Navigazione divertente. Con una mano di terzaroli, nonostante i 25 nodi, la barca è equilibratissima. Il posto è sempre magico. In più, dal giorno della nostra partenza, ad eccezione di qualche traghetto, per mare non abbiamo incontrato nessuno. Verso sera il vento rinforza e nella notte tocca i 30 nodi. Ma l'ancoraggio è ben ridossato e con 60 metri di catena dormiamo sonni tranquilli. 

(Giornale di bordo)

giovedì 29 dicembre 2016

Porto Palma



Oggi siamo rimasti in rada in attesa che il grecale si calmi. La temperatura è scesa un poco. Approfitto per mettere un po d'ordine tra le carte nautiche e i documenti della barca. In mare si sta bene anche cosi. 

(Giornale di bordo)

mercoledì 28 dicembre 2016

Porto Vecchio - Porto Palma



Lasciamo Porto Vecchio verso le 10. Vorrei passare la notte a Lavezzi ma controllando le previsioni vedo che nella giornata di domani il vento rinforzera' da nord. Al traverso dell'isola di Cavallo cambiamo programma e mettiamo la prua verso l'arcipelago della Maddalena. Passando nel canale tra Spargi e Budelli il vento si incanala e aumenta facendoci divertire un sacco. Dopo poco diamo fondo davanti ad uno dei moletti del Centro Velico Caprera. Porto Palma, tranne pochi pescatori con le loro lenze, è deserto.

(Giornale di bordo)

martedì 27 dicembre 2016

Port Taverna - Porto Vecchio



Altra giornata di sole e di mare calmo. Fortuna che non c'è onda poiché in uscita dal porto, procedendo a passo di lumaca, tocco per ben due volte il bulbo che si pianta nel fondale sabbioso. Con un po' di calma e pazienza riesco a trovare il passaggio. Ho la conferma che si tratta di un porto da evitare. Con mare grosso potrebbe diventare addirittura pericoloso. Scendiamo verso sud costeggiando. Superiamo Solenzara quindi le baie di Pinarellu e San Ciprianu. Poi, seguendo gli allineamenti, entriamo a Porto Vecchio. Qui saliamo in paese e compriamo formaggio e "fois gras ". La cena è assicurata. Prendiamo anche un aperitivo in uno dei bistrot del paese. In porto c'è un po' di movimento. In mare, invece non  abbiamo ancora incontrato nessuno.

(Giornale di bordo)  

lunedì 26 dicembre 2016

Lacona - Port Taverna



Ci svegliamo presto. Alle 7 è ancora buio. Appena si affaccia il sole prendiamo il mare. La meteo prevede poco vento, da nord. Vista la stagione vorrei evitare di navigare con il buio. Per questo decidiamo di puntare verso Port Taverna, a sud di Bastia, segnato sulla carta nautica come Campoloro. Sono circa 40 miglia. Costeggiamo a debita distanza la costa settentrionale di Pianosa. All'orizzonte le montagne corse sono cariche di neve. Abbiamo una leggera corrente contro. Chiamo il porto per preannunciare il nostro arrivo nel tardo pomeriggio. Chiedo anche informazioni sull'ingresso del Marina in quanto sul portolano è riportato che è soggetto a frequente insabbiamento. Mi dicono di tenermi accostato al fanale verde. Mi attengo alle istruzioni. Il fondale infatti è veramente basso. Ad un certo punto mi segna addirittura 1,5 metri ed Habibti ne pesca 2. Non so come arrivo in banchina senza toccare. La marea è molto bassa e spero che per l'uscita di domani mattina aumenti un poco  Il porto è piuttosto squallido. Collocato nel bel mezzo del nulla. Si rivelerà essere anche il più caro tra quelli in cui ci fermeremo (32 euro per la notte).

(Giornale di bordo)

domenica 25 dicembre 2016

Punta Ala - Lacona



Arrivati a Punta Ala in tarda mattinata dopo aver trascorso la vigilia di Natale a Montemerano. Il tempo è soleggiato e la temperatura è ben al di sopra della media stagionale. Cominciamo a sistemare l'abbondante cambusa prima dell'arrivo di mia madre che ci accompagnerà in questi giorni. Lasciamo l'ormeggio prima delle 13 in modo da trovare il distributore della benzina ancora aperto. Facciamo il pieno e partiamo. Pochissimo vento tanto che non tolgo nemmeno il copri randa. Il mare è calmo e ci dirigiamo verso il lato meridionale dell'Elba. Superiamo Punta dei Ripalti verso le 15. Vorrei dare fondo prima che scenda il buio e che la temperatura si irrigidisca. L'idea era di raggiungere Fetovaia ma la notte incombe e quindi finiamo per optare per il golfo di Lacona, più vicino e ben ridossato. 

(Giornale di bordo)


sabato 17 dicembre 2016

Manovre



Manovra lenta se il vento stenta, manovra lesta se il vento infesta.

(Detti)

venerdì 16 dicembre 2016

Vento



... ma siamo velisti, il vento ci è necessario come il pane, come l'acqua, come l'aria che respiriamo, è vento quello che ci entra nei polmoni, che ci accarezza la pelle o ce la fa accapponare quando soffia troppo forte per le misere forze nostre; perché siamo nulla di fronte al vento, siamo polvere spazzata via, siamo molecole che si mescolano all'acqua nebulizzata dal vento sulla superficie del mare. Il vento è vita, è energia, scuote gli animi, scompiglia le chiome, degli alberi o ne plasma il fusto piegandolo al suo corso, vento rabbioso o gentile, vento di terra, di mare, vento che asciuga le lacrime di chi nel vento muore, di chi nel vento vive.

(Luciano Piazza, Scritti)

giovedì 15 dicembre 2016

Aria di mare



Mare, metà della mia anima è fatta di aria di mare. 

(S. de Mello, Scritti)

giovedì 8 dicembre 2016

Chanson


"C'est pas l'homme qui prend la mer
C'est la mer qui prend l'homme".

(Renaud, Chansons des que le vent soufflera)  

venerdì 2 dicembre 2016

Mari mari



Appena nominato prifetto e accanosciuta la distinazioni, va' sapiri pirchì a So Cillenza Enrico Falconcini vinni 'n testa di raggiungiri la località della so prifittura, Montelusa, via mari. Ora qual è la scascione per la quali un quarantino di bona famiglia, nasciuto a Pescia (indove non c'è mari), addiventato deputato prima ad Arezzo (indove mari non si nni vidi) e doppo a Bibbiena (indove del mari non arriva manco il sciauro), addicidi di fari un lungo viaggio mari mari da Livorno a Palermo supra a 'na navi militari e da Palermo a Vigata, porto distanti otto chilometri da Montelusa, col postali? Biniditto omo, ma non c'era il treno? Però forsi prima ancora di farisi questa dimanna è nicissario farisinni 'n 'autra: per quale scasione, uno che non è del misteri, accetta di annare a fari il prifitto a Montelusa, Sicilia, un anno appresso lo sbarco di Garibaldi? Non è priciso 'ntifico  a come se Daniele si fossi ghittato lui stisso nella fossa dei leoni? Comunqui, Falconcini arriva a Livorno di mattina presto per 'mbarcarisi.  E' 'na jornata di stati, di soli abbruscioso, senza nuvoli e senza vento. Vieni accolto con tutti l'onori, quipaggio schierato, bannere, colpi di fischietto. Il commannanti l'accompagna nella gabina e torna subito appresso supra al ponti di comanno per dari l'ordini di salpare. La navi fa appena a tempo a nesciri dal porto di Livorno che, com'è e come non è, si cummoglia di colpo, si scatina un vento fortissimo, le onde accomenzano a 'ngrossari, la navi si metti a ballari e di conseguenzia ogni cosa che s'attrova supra di issa fa l'istisso. Falconcini non l'ha ditto a nisciuno, ma è la prima vota che si trova a navicare. Perciò s'assetta supra alla cuccetta pirchì avi le gamme addivintate tutto 'nzemmula di ricotta e senti 'na speci di pugno che gli 'nsera la vucca dello stommaco e che gli procura 'na grannissima gana di sputazziare. Per caso, i so occhi cadono supra al ritratto di So Maistà appinnuto  a un chiovo.  Il Re pari essiri addivintato il pendolo di un ralogio, oscilla  a dritta e a manca, e Falconcini resta pinotizzato.  a taliarlo. Tempo un dù orate, la forza del vento passa da burrasca forti a timpesta (secunno la scala Beaufort veni a diri che ora il vento viaggia a cento chilometri orari) e lo stato del mari passa da molto agitato a grosso (secunno la scala Douglas veni a significari che le onde sunno àvute da sei a novi metri). Il commannanti, avenno autro da pinsari, si era completamenti scordato di So Cillenza.  Quanno si nni arricordò, mannò un nostromo a vidiri come stava l'ospite 'llustri. Il nostromo, tuppiò alla porta della gabina ma non ebbi risposta. Allora raprì e trasi. So Cillenza stava stinnicchiato con l'occhi 'nsirrati supra alla cuccetta ed era tanto virdi 'n facci che pariva che gli avivano passato 'na mani di virnici. "Come sta Eccellenza?" Falconcini, senza raprire l'occhi, isò faticanno la mano dritta, iungì l'indice e il medio e li fici firriare  a leggio, come a diri che era catafero. Il nostromo sorridì. "Lo sa 'ome si dice dalle mie parti? C'è tre specie d'òmini, chi è vivo, chi è morto e chi è 'n mare. 'Oraggio, Eccellenza, 'r male è di passaggio". E avenno fatto il so doviri, si nni niscì. Il malottempo si era affezionato alla navi e non l'abbannunò fino a Palermo. Il viaggio durò un jorno, 'na notti e 'nautra jornata, erano le otto di sira quanno la navi attraccò. Falconcini, che non aviva avuto la forza di mangiari per tutta la travirsata, quanno sbarcò no s'arriggiva addritta e lo dovittiro portari 'n barella in casa del prifitto di Palermo che l'avrebbi ospitato. Tri jorni appresso acchianò sul postali Palermo-Vigata che ancora non si era arripigliato del tutto. 'Nfatti , a malgrado che il vento fossi a grado zero e puro lo stato del mari fossi all'istisso grado, lui appena che la navi si misi 'n moto accomenzò a vommitare e non la finì cchiù. Quanno l'avvirtero che erano arrivati a vista di Vigata, si era vommitato macari l'arma.  La so facci oramà virava al virdi scuro. Erano le deci del mattino del tridici di austo del milli e ottocento e sissantadù.
 
 
(Andrea Camilleri, La cappella di famiglia e altre storie di Vigata)

martedì 29 novembre 2016

Il ritorno



Giovedì 14 febbraio. Questa notte crebbe il vento e le onde si fecero spaventevoli, l'una contraria dell'altra, e s'incrociavano, e impacciavano la nave tanto che non poteva seguitare la rotta, né uscire di mezzo ad esse, che si frangevano contro lo scafo; e l'Ammiraglio ordinò si portasse il pappafico assai basso, affinché soltanto di poco restasse emerso; e in tal guisa avrà proceduto lo spazio di tre ore, correndo per 20 miglia. Cresceva forte il mare, e il vento, e vedendosi in grande pericolo, cominciò a correr di poppa al vento per farsene portare, perché non vi era altro rimedio. Allora nella stessa guisa cominciò a correr pure la caravella Pinta, sulla quale andava Martin Alonso, e disparve alla vista, sebbene l'Ammiraglio seguitò l'intera notte a fare segnali di luce, e l'altro gli rispondeva, fin quando, pare, non lo poté per l'infuriare della tormenta e per trovarsi inoltre fuori assai della rotta dell'Ammiraglio. Il quale avanzò durante la notte a nord-est, quarta di est, per 54 miglia, che sono 13 leghe. All'alba il vento crebbe e così il movimento del mare, spaventevole oltre ogni dire, ed egli teneva il pappafico soltanto, e terzarolato, in modo che la nave si sollevasse sulle onde che cozzavan l'una con l'altra, e non affondasse. Avanzava lungo la rotta di est-nord-est, deviando poi alla quarta, fino a nord-est; e in tal guisa avrà navigato lo spazio di sei ore percorrendo 7 leghe e mezzo.
 
(Cristoforo Colombo, Il ritorno)

martedì 22 novembre 2016

E si riparte



Sono le 8,30 e siamo già per strada. Salutiamo Punta Ala con un po' di malinconia. Dovremmo essere nuovamente qui per Capodanno. Ci consoliamo pensando che, in fondo, si tratta di poche settimane.
 
(Giornale di bordo)

lunedì 21 novembre 2016

Ci si prepara



Rimesso in ordine la barca. Poi rapido salto a Castiglione e Grosseto a fare alcune spese. Ne ho anche approfittato per chiedere a Sandro di controllare il sartiame e le pulegge in testa d'albero. Nel prossimo maggio Habibti compierà cinque anni e questa operazione mi pare prudente. Punta Ala è deserta e si sta che è una meraviglia. Purtroppo domani si riparte per Kabul.
 
(Giornale di bordo)

domenica 20 novembre 2016

Si rientra a Punta Ala



Altra spettacolare giornata di vela. Sempre vento da sud, fino a 25 nodi. Con una serie di bordi raggiungiamo Punta Ala, proprio quando stavano tagliando il traguardo le ultime barche del locale campionato invernale. Ormeggiamo appena in tempo per evitare di prenderci uno scroscio. Non sono molti giorni che siamo per mare, ma sono stati intensi e appaganti.
 
(Giornale di bordo)

sabato 19 novembre 2016

Elbeggiando



Nella notte, come previsto, pioggia a catinelle. Il vento forte fa brandeggiare sensibilmente la barca che tuttavia è ben ormeggiata in banchina. E' un vero piacere starsene al caldo in cuccetta. Al mattino continua a piovere e decidiamo di restare in porto. Affittiamo un'auto e trascorriamo la giornata in giro per l'isola: i boschi con profumo di funghi di Marciana, Sant'Andrea, Chiessi e Pomonte villaggi "marini" della costa occidentale, le campagne intorno a Marina di Campo e Lacona, Capoliveri, Porto Azzurro, Rio dell'Elba e Rio Marina, fino a Cavo, per ritornare a Portoferraio per la Fortezza del Volterraio. Una varietà incredibile di paesaggi ed atmosfere. Verso sera rispunta anche il sole. Per cena due tranci di tonno fresco comprato in pescheria la mattina e cucinato con salsa di pesto e pomodorini.
(Giornale di bordo)

venerdì 18 novembre 2016

Darsena Medicea



Grande umidità nell'aria. Lasciamo Baratti in mattinata e bordeggiando di bolina ci avviciniamo lentamente all'isola d'Elba. Il vento è sempre da sud tra i 15 e i 20 nodi. Sul plotter vediamo una vela che viaggia come un missile riuscendo a stringere il vento in modo impressionante. Dall'AIS scopriamo che si chiama Patricia II. Noi stiamo veleggiando sui 6 nodi e, facendo le debite proporzioni, lei dovrebbe viaggiare quasi al doppio della nostra velocità. La sera scopriremo che si tratta di un Pogo 40. Barca veramente performante. Ormeggiamo alla Darsena Medicea di Portoferraio, proprio accanto al molo. Passeggiata per il paese e cena a bordo.
 
(Giornale di bordo)

giovedì 17 novembre 2016

Porto Baratti



Lamma e Windfinder oggi si contraddicono. Decidiamo di rinunciare alla passeggiata che avevamo previsto sui monti di Capraia e riprendiamo il mare. Il vento, fino a 28 nodi, ci porta con un bel traverso a San Vincenzo. C'è un po' d'onda ma Habibti, come al solito, le smorza con grande dolcezza. Sotto costa viriamo e in un altro unico bordo raggiungiamo Porto Baratti al calare del sole. Grande giornata di vela e tempismo perfetto.
 
(Giornale di bordo)

mercoledì 16 novembre 2016

Porto di Capraia



Il vento da sud ci spinge dolcemente verso Capraia. In mare, a parte il solito traghetto della Grimaldi diretto in Sardegna, non incrociamo nessuno. Solo in vicinanza dell'isola vediamo una vela che lascia il porto. Scopriremo più tardi che si tratta di una coppia di pensionati che vivono a Capraia e che "sono usciti per fare due bordi". In porto ci accoglie Sonia che con la solita gentilezza ci passa la trappa su una banchina completamente deserta. Conosciamo anche Paolo, medico ottantenne dal verace dialetto toscano, anch'egli trasferitosi definitivamente sull'isola da alcuni anni. E' questa la Capraia che amiamo.
 
(Giornale di bordo) 

martedì 15 novembre 2016

Punta delle Grotte



Alle 9,30 passa il tecnico per verificare il funzionamento del Mastervolt che continua a darci qualche problema. Questa volta è il "touch screen" che fa le bizze. Come dice un mio amico: "l'elettronica, quando funziona, e' una grande comodità". Si tratta di una grande verità. Lasciamo Punta Ala in tarda mattinata puntando su Capo della Vita. Cielo sereno e poco vento. Arriviamo nella baia di Portoferraio in tempo per immortalare un tramonto d'eccezione. Diamo fondo al solito posto, davanti a Punta delle Grotte. Quando il sole scompare l'aria diventa pungente ma con il Webasto si sta che è un incanto.
 
(Giornale di bordo)

lunedì 14 novembre 2016

Benvenuti a Punta Ala



Dopo cinquantanove giorni eccoci nuovamente a Punta Ala che ci da il suo benvenuto, con gli amici ritrovati e con la bellezza dei luoghi. Arrivando dall'Afghanistan ti rendi conto di quanta fortuna godono coloro che vivono da queste parti. Ormai l'autunno è inoltrato e i suoi colori esaltano l'ambiente che ci circonda. E' anche una gioia ritrovare Habibti che ci aspetta fedele al pontile. Per questo non vogliamo prendere il mare subito, ma goderci, con lentezza, questi momenti tanto attesi.
 
(Giornale di bordo)

sabato 5 novembre 2016

La canzone dell'acqua



Vorrei essere come l'acqua
che si lascia andare,
che scivola su tutto,
che si fa assorbire,
che supera ogni ostacolo
finché non raggiunge il mare
e li si ferma a meditare
per scegliere
se esser ghiaccio o vapore,
se fermarsi o
se ricominciare....

(Eugenio Finardi, La canzone dell'acqua)

lunedì 31 ottobre 2016

Una notte vicino al mare


Una notte vicino al mare,
una notte vicino a te!
Quanti sogni vicino al mare,
quanti sogni vicino a te!
Ora nel cielo più nero non vedo che nuvole,
mi pare impossibile ma tutto finì.
Quanti baci vicino al mare,
quanto amore tutto per me!
Non potrò mai più dimenticare
quella notte vicino a te.

(Adriano Celentano, Una notte vicino al mare)