CRONACA, LETTERARIA E NON, DELL'ANDAR PER MARE






giovedì 8 dicembre 2016

Chanson


"C'est pas l'homme qui prend la mer
C'est la mer qui prend l'homme".

(Renaud, Chansons des que le vent soufflera)  

venerdì 2 dicembre 2016

Mari mari



Appena nominato prifetto e accanosciuta la distinazioni, va' sapiri pirchì a So Cillenza Enrico Falconcini vinni 'n testa di raggiungiri la località della so prifittura, Montelusa, via mari. Ora qual è la scascione per la quali un quarantino di bona famiglia, nasciuto a Pescia (indove non c'è mari), addiventato deputato prima ad Arezzo (indove mari non si nni vidi) e doppo a Bibbiena (indove del mari non arriva manco il sciauro), addicidi di fari un lungo viaggio mari mari da Livorno a Palermo supra a 'na navi militari e da Palermo a Vigata, porto distanti otto chilometri da Montelusa, col postali? Biniditto omo, ma non c'era il treno? Però forsi prima ancora di farisi questa dimanna è nicissario farisinni 'n 'autra: per quale scasione, uno che non è del misteri, accetta di annare a fari il prifitto a Montelusa, Sicilia, un anno appresso lo sbarco di Garibaldi? Non è priciso 'ntifico  a come se Daniele si fossi ghittato lui stisso nella fossa dei leoni? Comunqui, Falconcini arriva a Livorno di mattina presto per 'mbarcarisi.  E' 'na jornata di stati, di soli abbruscioso, senza nuvoli e senza vento. Vieni accolto con tutti l'onori, quipaggio schierato, bannere, colpi di fischietto. Il commannanti l'accompagna nella gabina e torna subito appresso supra al ponti di comanno per dari l'ordini di salpare. La navi fa appena a tempo a nesciri dal porto di Livorno che, com'è e come non è, si cummoglia di colpo, si scatina un vento fortissimo, le onde accomenzano a 'ngrossari, la navi si metti a ballari e di conseguenzia ogni cosa che s'attrova supra di issa fa l'istisso. Falconcini non l'ha ditto a nisciuno, ma è la prima vota che si trova a navicare. Perciò s'assetta supra alla cuccetta pirchì avi le gamme addivintate tutto 'nzemmula di ricotta e senti 'na speci di pugno che gli 'nsera la vucca dello stommaco e che gli procura 'na grannissima gana di sputazziare. Per caso, i so occhi cadono supra al ritratto di So Maistà appinnuto  a un chiovo.  Il Re pari essiri addivintato il pendolo di un ralogio, oscilla  a dritta e a manca, e Falconcini resta pinotizzato.  a taliarlo. Tempo un dù orate, la forza del vento passa da burrasca forti a timpesta (secunno la scala Beaufort veni a diri che ora il vento viaggia a cento chilometri orari) e lo stato del mari passa da molto agitato a grosso (secunno la scala Douglas veni a significari che le onde sunno àvute da sei a novi metri). Il commannanti, avenno autro da pinsari, si era completamenti scordato di So Cillenza.  Quanno si nni arricordò, mannò un nostromo a vidiri come stava l'ospite 'llustri. Il nostromo, tuppiò alla porta della gabina ma non ebbi risposta. Allora raprì e trasi. So Cillenza stava stinnicchiato con l'occhi 'nsirrati supra alla cuccetta ed era tanto virdi 'n facci che pariva che gli avivano passato 'na mani di virnici. "Come sta Eccellenza?" Falconcini, senza raprire l'occhi, isò faticanno la mano dritta, iungì l'indice e il medio e li fici firriare  a leggio, come a diri che era catafero. Il nostromo sorridì. "Lo sa 'ome si dice dalle mie parti? C'è tre specie d'òmini, chi è vivo, chi è morto e chi è 'n mare. 'Oraggio, Eccellenza, 'r male è di passaggio". E avenno fatto il so doviri, si nni niscì. Il malottempo si era affezionato alla navi e non l'abbannunò fino a Palermo. Il viaggio durò un jorno, 'na notti e 'nautra jornata, erano le otto di sira quanno la navi attraccò. Falconcini, che non aviva avuto la forza di mangiari per tutta la travirsata, quanno sbarcò no s'arriggiva addritta e lo dovittiro portari 'n barella in casa del prifitto di Palermo che l'avrebbi ospitato. Tri jorni appresso acchianò sul postali Palermo-Vigata che ancora non si era arripigliato del tutto. 'Nfatti , a malgrado che il vento fossi a grado zero e puro lo stato del mari fossi all'istisso grado, lui appena che la navi si misi 'n moto accomenzò a vommitare e non la finì cchiù. Quanno l'avvirtero che erano arrivati a vista di Vigata, si era vommitato macari l'arma.  La so facci oramà virava al virdi scuro. Erano le deci del mattino del tridici di austo del milli e ottocento e sissantadù.
 
 
(Andrea Camilleri, La cappella di famiglia e altre storie di Vigata)

martedì 29 novembre 2016

Il ritorno



Giovedì 14 febbraio. Questa notte crebbe il vento e le onde si fecero spaventevoli, l'una contraria dell'altra, e s'incrociavano, e impacciavano la nave tanto che non poteva seguitare la rotta, né uscire di mezzo ad esse, che si frangevano contro lo scafo; e l'Ammiraglio ordinò si portasse il pappafico assai basso, affinché soltanto di poco restasse emerso; e in tal guisa avrà proceduto lo spazio di tre ore, correndo per 20 miglia. Cresceva forte il mare, e il vento, e vedendosi in grande pericolo, cominciò a correr di poppa al vento per farsene portare, perché non vi era altro rimedio. Allora nella stessa guisa cominciò a correr pure la caravella Pinta, sulla quale andava Martin Alonso, e disparve alla vista, sebbene l'Ammiraglio seguitò l'intera notte a fare segnali di luce, e l'altro gli rispondeva, fin quando, pare, non lo poté per l'infuriare della tormenta e per trovarsi inoltre fuori assai della rotta dell'Ammiraglio. Il quale avanzò durante la notte a nord-est, quarta di est, per 54 miglia, che sono 13 leghe. All'alba il vento crebbe e così il movimento del mare, spaventevole oltre ogni dire, ed egli teneva il pappafico soltanto, e terzarolato, in modo che la nave si sollevasse sulle onde che cozzavan l'una con l'altra, e non affondasse. Avanzava lungo la rotta di est-nord-est, deviando poi alla quarta, fino a nord-est; e in tal guisa avrà navigato lo spazio di sei ore percorrendo 7 leghe e mezzo.
 
(Cristoforo Colombo, Il ritorno)

martedì 22 novembre 2016

E si riparte



Sono le 8,30 e siamo già per strada. Salutiamo Punta Ala con un po' di malinconia. Dovremmo essere nuovamente qui per Capodanno. Ci consoliamo pensando che, in fondo, si tratta di poche settimane.
 
(Giornale di bordo)

lunedì 21 novembre 2016

Ci si prepara



Rimesso in ordine la barca. Poi rapido salto a Castiglione e Grosseto a fare alcune spese. Ne ho anche approfittato per chiedere a Sandro di controllare il sartiame e le pulegge in testa d'albero. Nel prossimo maggio Habibti compierà cinque anni e questa operazione mi pare prudente. Punta Ala è deserta e si sta che è una meraviglia. Purtroppo domani si riparte per Kabul.
 
(Giornale di bordo)

domenica 20 novembre 2016

Si rientra a Punta Ala



Altra spettacolare giornata di vela. Sempre vento da sud, fino a 25 nodi. Con una serie di bordi raggiungiamo Punta Ala, proprio quando stavano tagliando il traguardo le ultime barche del locale campionato invernale. Ormeggiamo appena in tempo per evitare di prenderci uno scroscio. Non sono molti giorni che siamo per mare, ma sono stati intensi e appaganti.
 
(Giornale di bordo)

sabato 19 novembre 2016

Elbeggiando



Nella notte, come previsto, pioggia a catinelle. Il vento forte fa brandeggiare sensibilmente la barca che tuttavia è ben ormeggiata in banchina. E' un vero piacere starsene al caldo in cuccetta. Al mattino continua a piovere e decidiamo di restare in porto. Affittiamo un'auto e trascorriamo la giornata in giro per l'isola: i boschi con profumo di funghi di Marciana, Sant'Andrea, Chiessi e Pomonte villaggi "marini" della costa occidentale, le campagne intorno a Marina di Campo e Lacona, Capoliveri, Porto Azzurro, Rio dell'Elba e Rio Marina, fino a Cavo, per ritornare a Portoferraio per la Fortezza del Volterraio. Una varietà incredibile di paesaggi ed atmosfere. Verso sera rispunta anche il sole. Per cena due tranci di tonno fresco comprato in pescheria la mattina e cucinato con salsa di pesto e pomodorini.
(Giornale di bordo)

venerdì 18 novembre 2016

Darsena Medicea



Grande umidità nell'aria. Lasciamo Baratti in mattinata e bordeggiando di bolina ci avviciniamo lentamente all'isola d'Elba. Il vento è sempre da sud tra i 15 e i 20 nodi. Sul plotter vediamo una vela che viaggia come un missile riuscendo a stringere il vento in modo impressionante. Dall'AIS scopriamo che si chiama Patricia II. Noi stiamo veleggiando sui 6 nodi e, facendo le debite proporzioni, lei dovrebbe viaggiare quasi al doppio della nostra velocità. La sera scopriremo che si tratta di un Pogo 40. Barca veramente performante. Ormeggiamo alla Darsena Medicea di Portoferraio, proprio accanto al molo. Passeggiata per il paese e cena a bordo.
 
(Giornale di bordo)

giovedì 17 novembre 2016

Porto Baratti



Lamma e Windfinder oggi si contraddicono. Decidiamo di rinunciare alla passeggiata che avevamo previsto sui monti di Capraia e riprendiamo il mare. Il vento, fino a 28 nodi, ci porta con un bel traverso a San Vincenzo. C'è un po' d'onda ma Habibti, come al solito, le smorza con grande dolcezza. Sotto costa viriamo e in un altro unico bordo raggiungiamo Porto Baratti al calare del sole. Grande giornata di vela e tempismo perfetto.
 
(Giornale di bordo)

mercoledì 16 novembre 2016

Porto di Capraia



Il vento da sud ci spinge dolcemente verso Capraia. In mare, a parte il solito traghetto della Grimaldi diretto in Sardegna, non incrociamo nessuno. Solo in vicinanza dell'isola vediamo una vela che lascia il porto. Scopriremo più tardi che si tratta di una coppia di pensionati che vivono a Capraia e che "sono usciti per fare due bordi". In porto ci accoglie Sonia che con la solita gentilezza ci passa la trappa su una banchina completamente deserta. Conosciamo anche Paolo, medico ottantenne dal verace dialetto toscano, anch'egli trasferitosi definitivamente sull'isola da alcuni anni. E' questa la Capraia che amiamo.
 
(Giornale di bordo) 

martedì 15 novembre 2016

Punta delle Grotte



Alle 9,30 passa il tecnico per verificare il funzionamento del Mastervolt che continua a darci qualche problema. Questa volta è il "touch screen" che fa le bizze. Come dice un mio amico: "l'elettronica, quando funziona, e' una grande comodità". Si tratta di una grande verità. Lasciamo Punta Ala in tarda mattinata puntando su Capo della Vita. Cielo sereno e poco vento. Arriviamo nella baia di Portoferraio in tempo per immortalare un tramonto d'eccezione. Diamo fondo al solito posto, davanti a Punta delle Grotte. Quando il sole scompare l'aria diventa pungente ma con il Webasto si sta che è un incanto.
 
(Giornale di bordo)

lunedì 14 novembre 2016

Benvenuti a Punta Ala



Dopo cinquantanove giorni eccoci nuovamente a Punta Ala che ci da il suo benvenuto, con gli amici ritrovati e con la bellezza dei luoghi. Arrivando dall'Afghanistan ti rendi conto di quanta fortuna godono coloro che vivono da queste parti. Ormai l'autunno è inoltrato e i suoi colori esaltano l'ambiente che ci circonda. E' anche una gioia ritrovare Habibti che ci aspetta fedele al pontile. Per questo non vogliamo prendere il mare subito, ma goderci, con lentezza, questi momenti tanto attesi.
 
(Giornale di bordo)

sabato 5 novembre 2016

La canzone dell'acqua



Vorrei essere come l'acqua
che si lascia andare,
che scivola su tutto,
che si fa assorbire,
che supera ogni ostacolo
finché non raggiunge il mare
e li si ferma a meditare
per scegliere
se esser ghiaccio o vapore,
se fermarsi o
se ricominciare....

(Eugenio Finardi, La canzone dell'acqua)

lunedì 31 ottobre 2016

Una notte vicino al mare


Una notte vicino al mare,
una notte vicino a te!
Quanti sogni vicino al mare,
quanti sogni vicino a te!
Ora nel cielo più nero non vedo che nuvole,
mi pare impossibile ma tutto finì.
Quanti baci vicino al mare,
quanto amore tutto per me!
Non potrò mai più dimenticare
quella notte vicino a te.

(Adriano Celentano, Una notte vicino al mare)

mercoledì 19 ottobre 2016

Considerazioni





Chi va per mare cerca il vento che porta via i discorsi di chi sta a terra.

(Stefano Cioni, Pensieri)

mercoledì 12 ottobre 2016

Acqua Nell'Acqua


Tu che sei
che parli diverso
più giovane di me
in un'altra età perso
in mezzo ai giorni tuoi
pezzi di quella vita che non so
tu chi sei
tu chi sei
un universo...
Tu che hai
la nuova promessa
di un segno che lasciai
nell'infinità adesso impressa
in fondo agli occhi tuoi
figli di quella luce che non è
solo tua
solo mia
se l'alba è la stessa...
Cielo e oceano
Acqua Nell'Acqua
onda e nuvola
Acqua Nell'Acqua
fiato dentro il fiato
io in te quant'è passato?
Corpo e anima
Acqua Nell'Acqua
vene e lacrime
Acqua Nell'Acqua
il mio grido nel tuo grido
è stato un brivido...
un vento caldo da domare
per salirci su e tornare
a riamare
aria e mare...
Con te che fai
un altro sentiero
e insegui la tua via
in cerca di te vera vero
e non si arriva mai
a sapere quand'è che finirà
tu che hai
io che ho
un cuore sincero
che batte
un cuore che batte
davvero...
Cielo e Oceano
Acqua Nell'Acqua
onda e nuvola
Acqua Nell'Acqua
fiato dentro il fiato
io a te cos'è che ho dato?
Corpo e anima
Acqua Nell'Acqua
vene e lacrime
Acqua Nell'Acqua
il mio grido nel tuo grido
è ancora un brivido...
che c'è
che piega e piagala mia schiena
che rovescia un fiume in piena
mi svegliai
su questa scena
e nello sconcerto
cominciai il concerto
e incerto salutai
e attraversai
tutto il deserto
per trovarmi in mare aperto
e respirai...
e respirai...
Acqua Nell'Acqua di parole
come un salto nelle gole
verso isole di sole
un volo libero di bere
nelle azzurrità leggere
anche per perdersi e cadere
ricadere giù

(Claudio Baglioni, Acqua Nell'Acqua)

martedì 27 settembre 2016

Io dal mare


Saranno stati scogli di carbone dolce
Dentro il ferro liquefatto
Di una luna che squagliò un suo quarto
Come un brivido mulatto
O un bianco volar via di cuori pescatori
Acqua secca di un bel cielo astratto
Chissà se c'erano satelliti o comete
In un alba senza rughe
Larghe nuvole di muffa e olio
Appaiate come acciughe
O una vertigine di spiccioli di pesci
Nella luce nera di lattughe
E io
Dal mare venni e amare mi stremò
Perché infiammare il mare non si può
Avevi forse nervi e fruste di uragani
Scure anime profonde
Tra le vertebre di vetro e schiuma
Urla di leoni le onde
O tende di merletto chiuse su farine
Corpi caldi di sirene bionde
Forse era morto senza vento nei polmoni
Graffio di cemento bruno
Barche stelle insonni a ramazzare
Nelle stanze di Nettuno
O turbini di sabbia tra le dune calve
Sulle orme perse da qualcuno
E io
Dal mare ho il sangue e amaro rimarrò
Perché calmare il mare non si può
I miei si amarono laggiù
In un agosto e un altro sole si annegò
Lingue di fuoco e uve fragole
Quando il giorno cammina ancora
Sulle tegole del cielo
E non sembra sedersi mai
E innanzi al mare ad ansimare sto
Perché domare il mare non si può
E come pietra annerirò
A consumare
A catramare
A tracimare
A fiumare
A schiumare
A chiamare
Quel mare che fu madre e che non so...

(Claudio Baglioni, Io dal mare)

venerdì 16 settembre 2016

Punta Ala

Nella notte è piovuto tanto e il vento ha soffiato forte. Oggi la giornata ha alternato momenti di sole ad altri nei quali pareva arrivare una vera e propria tempesta. Anche per questo motivo la scelta di anticipare di un giorno il nostro rientro è stata azzeccata. Ora Habibti e' tutta in ordine. Domani mattina la saluteremo sperando di ritrovarla in novembre. Ci mancherà.
(Giornale di bordo)

giovedì 15 settembre 2016

Elba - Punta Ala

La perturbazione da sud sta arrivando. Questa notte c'è stato il primo scroscio anche se stamattina è tornato un pallido sole. Giovanni con i suoi ospiti è diretto a Capraia. Io preferisco rientrare, in modo da avere il tempo di riassettare la barca prima di ripartire. Vento sui 25 nodi ma le raffiche fanno sbandare troppo la barca. Prendo una mano di terzaroli e il tutto diventa più equilibrato. Poche barche in mare. Siamo i soli a risalire il vento a vela. Un'unica altra vela risale parallelamente a noi a motore. Noi sopravento a Palmarola e Cerboli lei sottovento. Quando il vento cala e si à quasi arrivati a Punta Ala si avvicina a noi, apre il fiocco ed comincia ad effettuare una serie di manovre con il chiaro intento di "ingarellarsi" obbligandoci a cambiare per due volte rotta al fine poter cominciare a mettere tranquillamente i parabordi come avevamo intenzione di fare in quel momento. Va a capire certa gente.
(Giornale di bordo) 

mercoledì 14 settembre 2016

Baratti - Elba

Altra belle giornata di vela. Un traverso veloce da Baratti a Cala Viticcio dove verso sera ci ha raggiunti Giovanni, che aveva due ospiti a bordo di Nausicaa. Mi ha detto che l'esperienza di charter che ha fatto per la prima volta quest'estate e' stata positiva. Stancante ma positiva, per l'esattezza. Abbiamo cenato insieme a bordo di Nausicaa. E' stata l'unica volta durante questa vacanza che ho usato il tender dopo essermelo portato dietro per quasi 500 miglia. Eppure la volta che non lo hai con te è sempre quella in cui ne avresti bisogno.
(Giornale di bordo)

martedì 13 settembre 2016

Capraia - Baratti

 
 
Donato, a bordo di Aristides, è anche un appassionato di fotografia e scatta qualche bella foto di Habibti in navigazione mentre lasciamo Capraia diretti a Baratti. Il vento è girato da sud e ci consente una divertente navigazione con il code 0. La giornata passa tranquilla e gettiamo l'ancora a Baratti alle 18,15. Il tempo di un bagno e di cenare in pozzetto. L'aria comincia ad essere fresca. L'autunno si avvicina.
 
 
(Giornale di bordo)

lunedì 12 settembre 2016

.... Capraia

La luna ci rischiara la navigazione fino a metà della notte, poi si eclissa. Incrociamo i soliti traghetti illuminati a giorno diretti in Corsica, nessuna altra barca né a vela né a motore fino a Capo Corso, che cominciamo ad intravedere appena sorge il sole. Alle 8 siamo al traverso della Giraglia. Proseguiamo poi verso Capraia dove arriviamo alle 11,30. Da ieri mattina abbiamo fatto 190 miglia. Sistemiamo la barca e ci godiamo una birra fresca seduti in uno dei bar del porto. Facciamo anche due passi in paese e conosciamo Riccardo e Donato, i nostri vicini di ormeggio a bordo di un HR 352. Trascorriamo insieme la serata, prima prendendo un aperitivo su Habibti e poi andando a mangiare una pizza da Beppone. Si parla di mare, di barche e di tante altre cose.
(Giornale di bordo)

domenica 11 settembre 2016

Bandol....

Salutiamo mia madre alle 6,30. Prenderà il treno qualche ora più tardi. Lasciamo l'ormeggio e iniziamo il nostro viaggio di rientro in Italia. Avrei voluto fermarmi a Calvi e a St. Florent, ma nei prossimi giorni arriverà una forte perturbazione da sud e preferisco non correre rischi dovendo prendere l'aereo per rientrare a Kabul sabato prossimo. Oggi il mare è un olio e il Cap Sicié ha tutto un altro aspetto rispetto a qualche giorno fa. Nella rada di Tolone e alle Porquerolles ci sono tantissime barche. E' domenica ed inoltre oggi si svolge una regata della Cup Vuitton. Alterniamo vela e motore per tutta la giornata. Alle 12 lasciamo sulla dritta l'Ile du Levant e puntiamo la prua su Capo Corso.
(Giornale di bordo) 

sabato 10 settembre 2016

Calanques - Marsiglia - Bandol

Visitiamo le Calanques de l'Oule, de l'Oeil de Verre, de Sugiton et Pierres Tombees, de Morgiou, de la Triperie, de Sormiou fino all'Arcipelago de Riou. Alle 11,40 superiamo l'Ile Maire e ci appare la baia di Marsiglia con l'Ile de Frioul, il Château d'If e sullo sfondo la Cattedrale che sovrasta il Vieux Port. Purtroppo non troviamo posto in porto per trascorrervi la notte a causa di una importante regata che ha attirato molte barche. Dobbiamo quindi rinunciare a sbarcare qui mia madre che avrebbe dovuto riprendere il treno domani mattina e rientriamo, attraversando lo stretto passaggio della Baie des Singes e costeggiando le isole di Riou, fino  a Bandol.
(Giornale di bordo)  

venerdì 9 settembre 2016

Bandol - Calanques

 
 
Bandol è una ridente cittadina che segna la fine della Costa Azzurra e da inizio alla Provenza. Il mare oggi è calmo e continua ad accompagnarci il sole. Superiamo la baia di Ciotat e quella di Cassis. Siamo al largo della terra che ha ispirato i bei romanzi di Marcel Pagnol e ci dirigiamo verso le Calanques, gli stretti fiordi che si trovano tra Cassis e Marsiglia. Attraverso un stretto passaggio nella roccia entriamo prima in quella di Port Miou, poi una rapida visita alla Calanque des Pins e infine gettiamo l'ancora nella più pittoresca: la Calanque d'En Vau, formata da altissime ed aggettanti pareti che strapiombano in mare. Portate due cime a terra, che fisso ad altrattanti spuntoni di roccia, ci godiamo il posto. Verso sera assistiamo ad uno spettacolo d'eccezione: il tuffo di testa da un'altezza di almeno 60 metri da parte di un atleta ripreso per l'occasione da una troupe televisiva.  Mozza fiato!!!!
 
 
(Giornale di bordo)

giovedì 8 settembre 2016

Porquerolles - Bandol

La nostra rotta procede verso ovest anche se oggi soffia il Mistral. Superiamo a motore il Cap Rousset e il Phare Jeaune Garde. Usciti dal ridosso il Mistral soffia regolare tra i 20 e i 25 nodi. Quando c'è vento occorre prestare sempre molta attenzione al superamento del massiccio Capo Sicié dove si forma una pericolosa onda incrociata. Il portolano dice che in queste condizioni occorre passarvi almeno ad un miglio di distanza. Per questo, dovendo risalire di bolina, faccio un lunghissimo bordo verso il mare aperto e poi un altrettanto lunghissimo bordo che ci permette di superare bene il Capo e raggiungere le Iles d'Embiez. Una navigazione divertente. L'equipaggio assorbe bene gli scossoni e Habibti taglia le onde al mascone come se fossero burro. Alle 17.30 entriamo nel porto di Bandol.
(Giornale di bordo)

mercoledì 7 settembre 2016

Saint Tropez - Porquerolles

Prima di salpare riforniamo la cambusa. Al mercato del pesce compro due tranci di tonno e dei gamberoni che cucinerò questa sera. All'uscita del porto incrociamo "Petite Syrah". Daron ci dice che hanno trascorso una notte movimentata in rada. Effettivamente il mare è piuttosto formato. Abbiamo il vento al gran lasco ed è una goduria veleggiare verso les Iles de Hyeres anche conosciute come le Porquerolles. Un piccolo arcipelago non lontano da Tolone. La prima che troviamo sulla nostra rotta è l'Ile du Levant, poi le più piccole Ile de Port Cros e Ile de Bagaud e infine Porquerolles, la più rinomata. Anche qui ormeggiamo in porto e facciamo due passi nel caratteristico paese. Aperitivo (Ricard) d'obbligo e poi luculliana cena a base di pesce a bordo.
(Giornale di bordo)

martedì 6 settembre 2016

Port Camille Rayon - Saint Tropez


 
 
Lasciamo il porto alle 10. C'è un bel sole e il mare è calmo. Costeggiamo l'Ile Saint Honorat sulla quale si trova un vecchio convento. La costa in questo tratto è costellata da numerosi centri abitati. Superiamo una serie di capi e di anse dove, a parte quella d'Agay, non ci sono grandi ridossi. Noi intendiamo raggiungere Saint Tropez dove arriviamo alle 13,25. Ci assegnano un posto tranquillo in banchina. Scendiamo a terra e ci perdiamo tra vicoli e negozi. Fa caldo e solo verso sera il paese si svuota dai turisti. Ceniamo in barca: assortimento di formaggi e vino all'altezza della situazione.
 
(Giornale di bordo)

lunedì 5 settembre 2016

Antibes - Port Camille Rayon

 
 
Le previsioni annunciano vento forte da est per la notte. Philippe mi ha spiegato che in questa zona solitamente il vento forte in questa stagione arriva o da est o da ovest e che il primo è molto più fastidioso del secondo. Decido quindi di passare la notte nel non lontano Port Camille Rayon, vicino a Cannes, dove ho trovato posto. Ma prima facciamo una veleggiata fermandoci per pranzo alle Iles des Lérins, in particolare davanti a Port Royale all'Ile Sainte Marguerite. Alle 18 siamo al marina, che è piuttosto impersonale ma ben ridossato.
 
(Giornale di bordo)

domenica 4 settembre 2016

Antibes

 
 
Ci svegliamo con calma. Io con un leggero mal di testa. Ieri sera ci abbiamo dato dentro con l'alcool. Passo in Capitaneria e riesco a farmi autorizzare ad ormeggiare all'inglese su un molo riservato ai super yachts. Scopro il motivo di tale affollamento in porto: a Cannes nei prossimi giorni inizia il locale salone nautico. Prendiamo un aperitivo a bordo della barca di Philippe e Veronique e alle 15 recupero alla stazione mia madre. Giro turistico per Antibes e cena a bordo.
 
 
(Giornale di bordo)

sabato 3 settembre 2016

.... Antibes


Alle 6,23 spunta il sole. C'è foschia a causa della forte umidità. Restano 47 miglia ad Antibes che raggiungiamo alle 14. Chiamo per radio la Capitaneria per chiedere ospitalità  per due notti. Domani aspetto mia madre che ci raggiungerà in treno. Mi rispondono che non c'e' posto. Non mi aspettavo di trovare questo genere di problemi in un marina così grande e soprattutto in questa stagione. Sto pensando ad un programma alternativo quando la Capitaneria mi richiama per radio e mi chiede se sono disposto ad accettare un posto barca per una categoria superiore e quindi più caro. Accetto immediatamente. Ormeggio all'accueil, disbrigo le pratiche e mi assegnano un primo posto che si rivela essere pessimo. Lo cambio immediatamente per un altro che tuttavia è disponibile solo per una notte. Va beh!! Per domani ci penseremo. Facciamo un giro per Antibes e rientrati in barca conosciamo  i nostri vicini: una coppia di israeliani, Daron e Anat, proprietari di un Oceanis 50, "Petite Syrah", battente bandiera statunitense. Ci invitano a cena a bordo e trascorriamo una piacevolissima serata accompagnata da un ottimo vino che producono nella loro fattoria tra Tel Aviv e Gerusalemme. Dopo cena ci raggiungono Philippe e Veronique, armatori di un Oceanis 54 anch'esso ormeggiato accanto a noi.
(Giornale di bordo) 

venerdì 2 settembre 2016

Punta Ala....


 
Il tecnico arriva puntuale alle 9. Fortunatamente in poco tempo risolve il problema scusandosi per l'inconveniente. L'autopilota ora rifunziona normalmente anche se il problema della stazione del vento sebbene migliorato permane. Alle 10,45 siamo in mare. La meta è Antibes. Ancora non sappiamo se ci fermeremo per la notte a Capraia, a Macinaggio o, come invece avverrà, se tireremo diritto navigando per tutta la notte. Abbiamo il vento sul naso e solo alle 16,30 riusciamo ad aprire le vele, quando siamo al traverso di Capraia. Proseguiamo a vela per qualche ora poi il vento cala e riaccendiamo il motore. Alle 21 superiamo Capo Corso. La notte trascorre tranquilla anche se non essendoci la luna si procede in un buio assoluto. Di tanto in tanto incrociamo qualche traghetto, unica luce sul mare.
 
 
(Giornale di bordo)

giovedì 1 settembre 2016

Punta Ala


Come previsto eccoci nuovamente a Punta Ala. Stanchi e pallidi ma con  la voglia di metterci immediatamente per mare. La cambusa è rifornitissima. Sistemate le cose a bordo alle 18,00, dopo aver fatto il pieno di gasolio, lasciamo il marina. Noto subito che il log non indica la velocita' ma penso che l'elichetta sia bloccata da qualche incrostazione creatasi in questo mese e mezzo in cui Habibti e' rimasta ferma in porto. Punto la prua verso l'Elba ed estraggo lo strumento. L'elichetta gira normalmente. In piu' quando inserisco il pilota automatico lo strumento mi segnala che non prende il segnale gps. Sicuramente quando hanno cambiato un cavo per eliminare un malfunzionamento della stazione del vento non hanno risettato gli strumenti. Piuttosto innervosito chiamo al telefono il tecnico che ha fatto il lavoro e gli espongo il problema. Verrà domani mattina a verificare. Intanto a noi non resta che rientrare in porto e rinviare la partenza. Ne approfittiamo per cenare con alcuni amici da Bernardo.
(Giornale di bordo) 

giovedì 25 agosto 2016

Le isole fortunate


Quale voce viene sul suono delle onde
che non e' la voce del mare?
E' la voce di qualcuno che ci parla,
ma che, se ascoltiamo, tace
proprio per esserci messi ad ascoltare.
E solo se, mezzo addormentati,
udiamo senza sapere che udiamo,
essa ci parla della speranza
verso la quale, come un bambino
che dorme, dormendo sorridiamo.
Sono isole fortunate,
sono terre che non hanno luogo,
dove il Re vive aspettando.
Ma, se vi andiamo destando,
tace la voce, e solo c'e' il mare.

(Fernando Pessoa, Le isole fortunate)

lunedì 8 agosto 2016

Spalle al mare


Giro le spalle al mare che conosco,
al mio essere umano me ne torno,
e quanto c'e' nel mare lo sorprendo
nella pochezza mia di cui son conscio.
Di naufragi ne so piu' del mare,
dagli abissi che sondo torno esangue,
e perche' da me nulla lo separi,
vive annegato un corpo nel mio sangue.
(José Sara mango, Giro le spalle al mare)

domenica 24 luglio 2016

Brezza marina


La carne è triste, ahimè! e ho letto tutti i libri.
Fuggire là, fuggire! Io sento uccelli ebbri
D'esistere tra cieli ed ignorate spume.
O notti! né il chiarore deserto del mio lume
Sulla pagina vuota che il candore difende,
Riterrà questo cuore che al mare si protende,
Né la giovane donna che allatta ad una culla,
Né antichi parchi a specchio d'occhi pensosi, nulla.
Io partirò! Veliero dall'alta alberatura,
Salpa l'ancora verso un'esotica natura!
Un Tedio, desolato dalle speranze inani,
Crede ancora all'addio supremo delle mani!
E questi alberi forse, amici alle-tempeste,
Sono quelli perduti che il vento adesso investe,
Perduti, senza vele, né verdi isole ormai...
Ma tu, mio cuore, ascolta cantare i marinai!

(Stephan Mallarme', Brezza marina)

sabato 16 luglio 2016

Grecalata


Oggi il vento è girato ed è arrivata una grecalata che ha messo non poco in difficoltà chi era fuori in mare. Una barca a motore ha addirittura rischiato di andare a scogli davanti al marina. Noi si è riassettata la barca in quanto domani si rientra a Kabul. Anche questa volta via Istanbul dove nel frattempo c'è stato un tentativo di golpe in Turchia. Tutto sommato il non avere ancora portato la barca da quelle parti, come era intenzione, non guasta. Ad agosto si lavorerà pertanto l'appuntamento con Habibti è per i primi di settembre. Inshallah!!!

venerdì 15 luglio 2016

Grosseto


Poiché il vento non accenna a diminuire, oggi è stata la volta di Grosseto. Il centro storico merita una visita. Cenato con Giovanni a bordo.

(Giornale di bordo)

giovedì 14 luglio 2016

Massa Marittima


Nella notte l'anemometro ha toccato i 38 nodi. L'intensità del vento non ha accennato a diminuire nemmeno in mattinata. Quindi, dopo un salto in ferramenta a Follonica dove ho comprato una chiave ottagonale che mancava a bordo, si è proseguito per Massa Marittima dove abbiamo pranzato in un ristorante sulla piazza del Duomo. Sulla strada del ritorno breve sosta a Scarlino e poi altra serata su Habibti.

(Giornale di bordo)

mercoledì 13 luglio 2016

Siena


La perturbazione vera e propria non è ancora arrivata, ma ne approfittiamo per fare un salto a Siena. Sempre splendida. In serata ritorniamo sulla nostra casetta galleggiante per cena.

(Giornale di bordo)

martedì 12 luglio 2016

Capraia - Punta Ala


Oggi l'alternativa è fermarsi per la notte all'Elba o continuare fino a Punta Ala. Domani è previsto l'arrivo di una perturbazione che dovrebbe protrarsi per i prossimi giorni. Optato per la seconda opzione. Con un'altra bella veleggiata raggiungiamo in un solo bordo il Marina nel tardo pomeriggio. 

(Giornale di bordo)

lunedì 11 luglio 2016

Porto Venere - Capraia


Alle 6 siamo già in navigazione con gennaker spiegato. Dopo un paio d'ore, essendo girato il vento, lo sostituiamo con il code 0. Si viaggia che è una meraviglia. Al traverso di Gorgona veniamo superati da un Perini che procede a motore a tutta velocità. Raggiungiamo Capraia nel pomeriggio. Diamo fondo sotto la torre genovese. Verso sera la baia si riempie. Scendiamo un attimo in paese a fare un po' di cambusa ma non mi va di lasciare Habibti senza nessuno a bordo a lungo, anche perché in giro c'è il gommone della Capitaneria. Cenetta a bordo e poi subito a letto. La sveglia mattutina e la navigazione odierna cominciano a farsi sentire.

(Giornale di bordo)

domenica 10 luglio 2016

Portofino - Porto Venere


La notte trascorre tranquilla. Resistiamo a Paraggi fino all'arrivo della solita Armada che si ricompatta verso le 11. Poiché nei prossimi giorni il vento rinforzera' parecchio da sud, piano piano faremo rientro verso l' Elba. Ripercorriamo a ritroso la strada di ieri fermandoci per un bagno davanti a Moneglia. Diamo fondo a Porto Venere tra il porto e le coltivazioni di mitili che si trova a nord dello stesso. Una volta che il traffico di barche si è calmato scendiamo a terra per aperitivo e cena. Un altro angolo di paradiso.

(Giornale di bordo)

sabato 9 luglio 2016

La Spezia - Portofino


In barca posso dire di avere quasi tutte le carte nautiche del Mediterraneo, tuttavia come Murphy insegna quella che ti serve al momento opportuno manca sempre. Così prima di lasciare Porto Lotti compro quella che copre il tratto fino a Portofino. Non mi piace affidarmi al solo plotter. Lasciamo il Golfo di La Spezia affollato di barche, tra le quali figura anche Maserati che con la sola randa viaggia come un siluro. Il passaggio tra Porto Venere e l'isola Palmaria è un via vai di barche a vela e motore. Tra queste ultime poche rispettano i limiti di velocità imposti dallo stretto passaggio e dal traffico. Costeggiamo tutte le Cinque Terre, superiamo Levanto, Sestri Levante, Lavagna, Chiavari e nel tardo pomeriggio arriviamo davanti alla baia di Portofino. È sabato e la quantità di barche in giro è notevole. Diamo fondo davanti a Paraggi. C'è un po' d'onda provocata soprattutto dalle barche a motore che sfrecciano in tutte le direzioni. Fortunatamente verso sera tutto si placa. In baia restiamo solo più noi e un'altra barca a vela. Ne approfittiamo per mettere in acqua il tender e scendere a Portofino per un gelato. Il posto è sempre magico nonostante la fauna.

(Giornale di bordo)

venerdì 8 luglio 2016

Porto Azzurro - La Spezia


Le previsioni indicano tempo buono e mare calmo per i prossimi giorni. Decidiamo così di puntare la prua verso nord. Inizialmente penso di trascorrere la notte nel marina di Cala dei Medici. Ma man mano che procediamo decidiamo di allungare fino a Livorno. Giunti al suo traverso, dato che è ancora presto, si continua ancora superando Marina di Pisa, poi Viareggio e Bocca di Magra fino a raggiungere il golfo di La Spezia, dove ormeggiamo a Porto Lotti. Quasi una novantina di miglia.

(Giornale di bordo)

giovedì 7 luglio 2016

Punta Ala - Porto Azzurro


Ed eccoci finalmente per mare, anche se con una totale assenza di vento. Diamo fondo di fronte a Porto Azzurro. Le barche in rada non sono molte. Noi decidiamo comunque di metterci nell'angolo più remoto della baia. Non ci va di scendere a terra e ceniamo al tramonto seduti tranquilli in pozzetto.

(Giornale di bordo)

mercoledì 6 luglio 2016

Suspect n.3


Finalmente riusciamo ad individuare il problema. Ne' il Mastervolt né le batterie, bensi' il sensore che rileva la temperatura delle batterie. Una volta sostituito tutto ritorna normale. Potevamo pensare prima a tale eventualità ma tanto vale. Purtroppo anche questa giornata è trascorsa in banchina. Domani prenderemo il mare.

(Giornale di bordo)

martedì 5 luglio 2016

Suspect n.2


Il carica batterie/inverter ha smesso di dare segno negativo ma lo stato di carica delle batterie continua a scendere. Che siano le batterie nuove ad essere difettose? Con il tecnico decidiamo di farci inviare un nuovo set di batterie e anche un carica batterie Mastervolt nuovo. Domani, con i pezzi nuovi a disposizione, il problema in qualche modo lo risolveremo. 

(Giornale di bordo)

lunedì 4 luglio 2016

Suspect n.1


Questa notte lo stato di carica delle batterie nuove, nonostante fossimo collegati in banchina, è sceso al 98% e il segno di carica è negativo. Il tecnico venuto a bordo si è collegato con la Mastervolt che sostiene esserci un problema nell'apparato. Cosa fare? Sostituirlo con un semplice carica batterie semplificando un poco l'elettronica a bordo? Mi do la serata per pensarci sopra. Domani il tecnico tornerà e decideremo il da farsi. Intanto ne approfitto per recuperare un poco la stanchezza accumulata in questi due ultimi mesi.

(Giornale di bordo)

domenica 3 luglio 2016

Kabul - Punta Ala


Dopo un viaggio un po' avventuroso passando da Istanbul il giorno seguente l'attentato all'aeroporto e un paio di giorni trascorsi a Roma finalmente siamo di nuovo a Punta Ala. Dire che ritrovare un po' di calma e serenità dopo due mesi trascorsi a Kabul fa un certo effetto è un eufemismo. In mattinata ci raggiunge mia madre che si fermerà per un paio di giorni. I pannelli solari sono montati ma domani il tecnico deve venire per sistemare gli ultimi dettagli. Ottima cena da "Bernardo".

(Giornale di bordo)