CRONACA, LETTERARIA E NON, DELL'ANDAR PER MARE







sabato 5 maggio 2018

Galaxidhi - Ormos Andreas


La notte scorsa ha piovuto leggermente. Sempre acqua mista a sabbia rossa. Il vento soffia forte da ovest e oggi è prevista pioggia. Noi dobbiamo comunque proseguire. Abbiamo ancora diversi giorni a disposizione, ma c'è ancora strada da fare. Voglio spostarmi nel limitrofo Golfo di Antikyra. In questo modo le miglia da fare non sarebbero molte e al contempo ci avvicineremmo un poco a Corinto. Lasciamo Galaxidhi in mattinata. Massimiliano è già partito. Mi aveva detto che era sua intenzione fermarsi a Trizonia. Incontrerà sicuramente Alex e Micky e forse avrà occasione di assistere al loro concerto. Usciti in mare aperto troviamo vento forte e onda. Avendoli al giardinetto non ci danno fastidio. C'è un po' di rollio. Per pigrizia ho aperto il solo genoa. Viaggiamo comunque ad una velocità di 6 nodi. Ci vogliono un paio d'ore prima di trovare nuovamente ridosso dietro a Capo Pangalos su cui si trova una chiesetta bianca con la cupola azzurra. L'area circostante è selvaggia e piuttosto brulla. Gli unici alberi sono gli ulivi che in alcune calette lambiscono il mare. Superato il capo vi sono tutta una serie di ridossi dove poter trascorrere la notte. Alcuni di questi hanno tuttavia i fondali piuttosto profondi. Il migliore, guardando anche la carta nautica, ci sembra essere quello di Ormos Andreas. Lo raggiungiamo e dopo aver fatto il solito giro di ispezione diamo fondo vicino alla riva in 5 metri d'acqua con tutti i 60 metri di catena. Ci sono 25 nodi di vento e le raffiche fanno brandeggiare Habibti, ma con questa lunghezza di catena, una volta assicuratomi che l'ancora ha agguantato perfettamente, potremo dormire sonni tranquilli. Trascorrere la notte qui invece che raggiungere Antykira ci permetterà inoltre di risparmiare almeno un paio d'ore di navigazione domani. E poi, quest'ultima località non mi pare particolarmente attraente. Sul fondo della rada ci sono alcune abitazioni, ben intrattenute, ma al momento disabitate. L'unica presenza umana è quella di un pescatore sulla spiaggia che sembra darsi un gran da fare con le sue canne da pesca. Fa incessantemente la spola tra queste e la sua auto. Il che mi fa pensare che la zona deve essere particolarmente pescosa, trovandosi non lontana da alcune vasche per l'allevamento ittico. Pranziamo in pozzetto e trascorriamo il resto del pomeriggio in un dolce far niente, ascoltando "Rebetiko Gymnastas", un album di Vinicio Capossela i cui ritmi riflettono esattamente l'atmosfera melanconica ma serena che ci circonda. Con il buio rientriamo sotto coperta. L'aria, infatti, continua ad essere pittosto fresca. Accendo la luce di fonda e in aggiunta una lampada a luce intermittente a led che fisso sotto al boma. Con la luna coperta dalle nuvole la notte è piuttosto cupa e in mare vedo già diversi pescherecci. Non vorrei che nella notte qualcuno decidesse di dirigersi qui e non ci vedesse. In questo periodo sono poche le barche a vela in giro per mare, e al momento non ne abbiamo vista nessuna che trascorra la notte in rada. Poi, prima di andare a letto faccio l'abituale partita a scopa con mia madre. Che, tra l'altro, anche se con un po' di fortuna, ma me le suona per bene!

(Giornale di bordo)

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