Al risveglio si ripresenta il problema della sera precedente. I led del frigo e dell’autoclave sono nuovamente spenti. Controllo le batterie dei servizi e rilevo che, purtroppo, manca parecchia acqua distillata. Ne aggiungo fino a riportare il liquido al livello corretto. Faccio un salto in cantiere e chiedo di mandare a bordo un elettricista per controllare se le batterie si siano danneggiate. Alle 9, puntuale, arriva Stefano. Dopo un’attenta analisi scartiamo l’idea di estendere la copertura del pozzetto con una struttura smontabile. Troppo complicato a farsi, oltre al fatto che la gestione dei winch in navigazione sarebbe stata molto più complessa. Nel mentre si discute al riguardo, arriva Luca, l’elettricista. Le batterie sono un po’ giù e decidiamo di lasciarle in carica per vedere se si riprendono. Ma il problema del passaggio intermittente di corrente al pannello di controllo posto accanto al tavolo da carteggio sembra derivare dalla leva dell’interruttore generale che occorre cambiare. Nel frattempo Stefano rinforza con dei rivetti la struttura in acciaio del tendalino e poi monta il nuovo tendalino sul quale installiamo i pannelli solari. Infine, insieme prendiamo le misure delle due grucce in acciaio che serviranno per agganciare il tender a poppa. Stefano si conferma essere un professionista molto serio, oltre che una persona davvero squisita. Con lui trascorriamo il resto della mattinata a chiacchierare in pozzetto. Il resto della giornata trascorre velocemente. Nel pomeriggio inizia a piovere e così decidiamo di restarcene sottocoperta al calduccio.
(Giornale di bordo)

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