CRONACA, LETTERARIA E NON, DELL'ANDAR PER MARE







venerdì 14 novembre 2025

Porto Puddu - Cala della Chiesa (Lavezzi)


Il vento da est ha soffiato fino alle 2 poi una totale calma ha regnato per tutta la notte. C’è tanta umidità. Al risveglio, dopo aver guardato le previsioni decidiamo di fare una puntata a Lavezzi che dista solo 12 miglia. Facciamo una bella navigazione al gran lasco con una ventina di nodi. Usciti dal ridosso offerto prima da Spargi e poi da Budelli e Razzoli il vento aumenta fino a 25 nodi. Siamo costretti ad una piccola deviazione dalla nostra rotta per lasciare acqua ad una petroliera che proviene da ovest e che naviga nel corridoio marittimo riservato alle grandi navi e che attraversa le Bocche di Bonifacio. In questo tratto di mare c’è una discreta onda. Fatta sfilare a prua la petroliera riprendiamo la nostra rotta verso Lavezzi. Il vento aumenta ulteriormente. Lasciamo sulla nostra sinistra le due grandi mede che indicano delle secche poste a sud dell’isola. Di entrare a Cala Giunco, dove pensavo di ridossarmi per la notte non è cosa. Abbiamo già avvolto il genoa, ma abbassare la randa con l’onda che c’è, il vento quasi a 30 nodi e nello spazio non grandissimo della cala non mi pare prudente. Quindi scapoliamo il capo a sud-est dell’isola. Una volta superato il capo la situazione migliora notevolmente. Il vento rimane, ma almeno non c’è onda. Una volta effettuata la manovra entriamo in Cala della Chiesa. In questo tratto occorre davvero fare molta attenzione agli scogli, di cui tutta l’isola è cosparsa. Quelli affioranti non rappresentano un problema in quanto sono ben visibili, ma la zona è anche disseminata di altrettanti scogli a filo d’acqua. Nella cala troviamo due boe gialle con sopra riportato il segno di divieto d’accesso. Sono collocate una sulla nostra sinistra e una per evitare che con la barca si acceda alla parte più interna della cala. Non so se è stata posizionata per evitare che qualcuno, entrandovi, rischi di prendere qualche scoglietto sommerso o perché quell’area fa parte della zona del parco integrale. Diamo fondo in 7 metri d’acqua proprio al centro dell’area nella quale è concesso l’accesso. Oggi a Lavezzi siamo la sola barca presente e ciò rappresenta un vantaggio. Lo spazio disponibile è tutto per noi. La cala è ridossata dalle onde ma solo parzialmente dal vento. Fino alle 4 del mattino questo continua a soffiare tra i 15 e i 20 nodi. Tania va a letto presto mentre io termino di leggere il mio libro e spengo la luce che sono da poco passate le 23.

(Giornale di bordo)

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