La notte, piuttosto umida, è trascorsa bene. Con la differenza oraria di un’ora fa chiaro leggermente più tardi. Ce la prendiamo comoda aspettando che si alzi un po’ di vento. Controllate le previsioni decido di saltare l’isola di Erikoussa. Da domani entrerà un vento da sud e voglio evitare di risalirlo per le 25 miglia che separano l’isola dal Gouvia Marina a Corfù. Herwart, il nostro amico tedesco, ci dice al telefono che ci seguirà. Partiamo insieme verso le 9.30. Percorriamo le prime miglia a motore. Poi il vento atteso arriva e apriamo il gennaker. Facciamo una bella navigazione a vela infilandoci nel passaggio che separa l’isola di Corfù dall’Albania. Chiudiamo il gennaker in tempo, prima che il vento aumenti fino a 18 nodi prendendo forza nello stretto. Superiamo le mede che segnalano alcune secche a ridosso della costa dell’isola e proseguiamo con randa e genoa. Sulla nostra destra ci sono una serie di belle calette dove sono alla fonda barche a vela e a motore. Ad un certo punto non vediamo più Herwart. Chiudiamo il genoa e, una volta ridossati dietro l’isola, procediamo con la sola randa a poco più di due nodi di velocità. Poi arriva sul telefono un messaggio del nostro amico che ci informa di aver cambiato idea. Il tipo dove avrebbe dovuto mettere la barca a terra a Kaparissa non gli risponde e così decide di tornare sui suoi passi. Domani, con il vento da sud tornerà ad Othoni e poi a Otranto. Noi invece decidiamo di dare fondo a Ormos Dafnlia, una piccola insenatura nelle vicinanze del Marina di Gouvia. Vi troviamo due barche a vela battenti bandiera tedesca. Ceniamo in pozzetto godendoci un bel tramonto. È un vero piacere essere di nuovo qui dopo tanti anni.
(Giornale di bordo)

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