Lasciamo Katakolon alle 9, proprio mentre arriva una nave della MSC che ormeggierá in porto. Per i suoi ospiti oggi ci sarà la gita ad Olimpia e per gli esercizi commerciali del posto, che ieri erano per la metà chiusi, si faranno finalmente affari. Katakolon: davvero uno strano posto, anche se ci siamo stati bene. Alando l’ancora ho tirato su un sacco di alghe. Ecco spiegato il perché ieri, nel tentativo di vedere dove mi erano caduti gli occhiali da sole, l’acqua era decisamente torbida. A causa del fondale. Giornata tutta con il vento in poppa. Sì è fatto un primo bordo con mure a destra e poi uno più lungo con mure a sinistra. Entrambe sempre sul fil di ruota che, essendoci un po’ d’onda, è un’andatura che non mi piace per niente. Sempre in bilico, con il rischio di una strambata involontaria. Per evitarla ho messo una ritenuta e da quel momento mi sono sentito più tranquillo. Avvicinandoci a Kyparissia, nostra destinazione odierna, sui rilievi dietro al paese si erano accumulate delle grandi nuvole nere. E così siamo stati accolti da una serie di tuoni che ci hanno suggerito, ad un paio di miglia dal porto, di abbassare la randa per evitare che ci cogliesse qualche groppo con tutte le vele a riva. Sì è continuato con il solo genoa fino all’interno dell’ampio porto nel quale abbiamo dato fondo nella sua parte meridionale. Così hanno fatto anche un paio di barche arrivate dopo di noi, mentre altre hanno preferito ormeggiare all’inglese sulle due banchine al suo interno. In tutto ho contato una decina di barche a vela. La caratteristica peculiare di questo posto è che in porto vivono permanentemente tre tartarughe Caretta Caretta. Le vediamo nuotare tranquille intorno a noi. Il caso vuole che proprio oggi sia il “World Turtle Day”. Me lo fa notare Tania, sempre informata su tutto. E così anche oggi abbiamo aggiunto altre 28 miglia sulla nostra tabella di marcia. Alla via così!
(Giornale di bordo)

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