CRONACA, LETTERARIA E NON, DELL'ANDAR PER MARE







venerdì 17 luglio 2026

Navy Bay (Poros)


Giornata ventosa e quindi decidiamo di restarcene qui. La baia è molto ampia, pertanto un po’ di fetch lo avremo, ma nel complesso quello attuale è il miglior ridosso che abbiamo in questa zona. Come avevo immaginato il vento ci ha fatto avvicinare molto al charter a cui ieri avevo detto che avevano dato fondo troppo vicino a noi. Fortunatamente se ne vanno, anche se nel recuperare la loro ancora ci fanno un rasatino niente male. Il tutto aggravato dal fatto che il vento faceva brandeggiare non poco entrambe le barche. Il vento rinforza ulteriormente e nonostante i 60 metri di catena noto che l’ancora comincia ad arare piano piano. Inutile indugiare o dare ulteriore calumo. Quando è così meglio rifare la manovra. Diamo fondo sempre sui 16 metri un po’ più avanti rispetto a dove eravamo prima. Siamo seduti tranquillamente in pozzetto quando arriva la Guardia Costiera che dice a noi e alle altre barche che ci sono accanto che dobbiamo spostarci molto più avanti in quanto da lì a poco è previsto l’arrivo di una grande nave passeggeri che deve ormeggiare in banchina, proprio alle nostre spalle. E così diamo fondo un’altra volta, ma molto più a nord. In questo modo siamo lontani dall’abitato, ma almeno spero ci lasceranno tranquilli. Il vento comincia a calmarsi nel pomeriggio permettendoci così di scendere a terra con il tender. Fa sempre molto caldo e passeggiare sotto al sole non è piacevole. Ci sediamo al fresco dentro ad una gelateria dove prendiamo due sorbetti e poi compriamo un po’ di frutta. Rientriamo su Habibti. L’unico inconveniente del nuovo ancoraggio è che transitano a tutta velocità i gommoni e le barche appoggio dei mega yachts alla fonda nelle diverse calette di cui è composta l’ampia baia di Poros. Questi provocano delle onde che di tanto in tanto ci fanno un po’ ballare. Ma il peggio è stato quando uno di questi mega yachts è passato non molto distante da noi a velocità sostenuta. Le onde che ha provocato ci hanno preso di poppa e hanno allagato una parte del pozzetto. Quando non c’è il buon senso, proprio non c’è! Questi atteggiamenti ci hanno portato alla riflessione che molti, se non la maggior parte, degli usufruitori del mare, particolarmente durante la stagione estiva, non hanno assolutamente idea di che cosa sia lo spirito marinaresco. Al contrario si dimostrano di un’arroganza rara. È come se trasferissero l’aggressività che sfortunatamente permea sempre di più la vita cittadina anche sull’acqua. Ben lontani i tempi in cui George Simenon, di cui in questi giorni stiamo leggendo “Il Mediterraneo in barca”, scritto nel 1934, descriveva che le barche in mare non solo si conoscevano tutte, ma che costituivano con i loro equipaggi, una specie di piccolo mondo fatto di cortesia e gentilezza. Tempi andati, ahimè, e che sfortunatamente non torneranno più.

(Giornale di bordo)

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