Mi sono alzato che albeggiava, anche se già da una buona mezz’ora avevo sentito Tania che si preparava il suo immancabile caffè. Meglio partire presto in quanto già verso le 9 nello stretto di Kea sono previsti 25 nodi. Prendiamo una mano di terzaroli alzando la randa con la barca ancora al gavitello. Usciti dalla baia troviamo subito onda. Insieme a noi esce un’altra barca a vela che scende più agevolmente verso Kithnos. Apriamo anche un po’ di genoa. Ci sono 20 nodi al traverso che poi aumentano fino a 22. Nord-ovest. Habibti, così invelata è molto equilibrata e ad un certo punto arriva a superare i 9 nodi di velocità. Passando sotto Makronisos per un attimo il vento scende a 17 nodi per riprendere nuovamente insieme all’onda, sempre al traverso, fino a quando ci ridossiamo dietro Capo Sounio. Qui il mare si calma. Attraversiamo il passaggio tra la terraferma e l’isolotto di Gaidouronisio. Qui il regime del vento cambia ed entra un nord-est che non supera gli 11 nodi. Viriamo verso nord e una mezz’oretta più tardi diamo fondo nell’ampia baia di Ormos Anavissou, dove ci eravamo già fermati a luglio. Ci sono un paio di barche che hanno dato fondo in prossimità del porticciolo. Noi lo facciamo su un’ampia chiazza di sabbia al centro della baia in 6 metri d’acqua. Tolgo con la spugna e l’acqua dolce il sale che gli spruzzi hanno depositato sugli oblò e gli osteriggi. È una bella giornata di sole e verso le 16 pranziamo in pozzetto. Nel pomeriggio arrivano un altro paio di vele. La serata la trascorriamo leggendo. Abbiamo iniziato un romanzo di Georges Simenon: “I complici”. Domani attraverseremo il Golfo Saronico dirigendoci dove il vento ci condurrà più agevolmente.
(Giornale di bordo)

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