CRONACA, LETTERARIA E NON, DELL'ANDAR PER MARE






martedì 25 maggio 2010

Il gusto della lentezza


Per secoli le navi avevano reso i viaggi piu' lenti, piu' tragici di quanto non lo siano ai giorni nostri. La durata del viaggio corrispondeva alla sua lunghezza, in modo naturale. Si era abituati alle lente velocita' umane per terra e per mare, ai ritardi, all'attesa del vento, delle schiarite, dei naufragi, del sole, della morte.
I piriscafi che la ragazza bianca conosceva erano ormai gli ultimi corrieri del mondo; durante la sua giovinezza erano entrate in funzione le prime linee aeree che dovevano pian piano privare l'umanita' dei viaggi per mare.
(Marguerite Duras, L'amante)

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