CRONACA, LETTERARIA E NON, DELL'ANDAR PER MARE






giovedì 6 maggio 2010

Sulla via delle Indie


"Io avevo ereditato dalla mia famiglia beni considerevoli e ne dissipai la miglior parte negli stravizi. Ma ravvedutomi dal mio accecamento ed entrando in me stesso, compresi che le ricchezze sono fragili, e che per non distruggerle occorre governarle bene. Pensai ancora al consumo sregolato che io facevo del tempo, la cosa piu' preziosa del mondo. Considerai la poverta' nella vecchiaia, l'estrema e la piu' deplorevole di tutte le miserie e mi ricordai di quelle parole di Salomone, udite altra volta da mio padre, secondo cui e' meno doloroso trovarsi nella tomba, anziche' in miseria.
Commosso da tutte queste riflessioni raccolsi gli avanzi del mio patrimonio e vendetti all'incanto in pieno mercato tutti i miei beni mobili; mi avvicinai poi ad alcuni mercanti che negoziavano per mare, e consultai coloro che mi parvero capaci di darmi buoni consigli, volendo trarre profitto dal poco danaro che mi restava. Presa dunque questa risoluzione, non tardai ad eseguirla. Andai a Bassora, e ivi mi imbarcai con molti mercanti su di un vascello che equipaggiammo a spese comuni. Sciogliemmo le vele e prendemmo la via delle Indie orientali".
(Anonimo, Storia di Sindbad il marinaio e dei suoi viaggi)

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