CRONACA, LETTERARIA E NON, DELL'ANDAR PER MARE






mercoledì 14 luglio 2010

Eterno vagare



Sul mare ci si sente orfani, il navigante si strugge per tutto cio' che ha lasciato e ricompone i conflitti che a terra dividevano il male e il bene. Si scende in una specie di grande valle, si entra in contatto con l'universo e i messaggi che arrivano da terra sembrano quelli di una cattedrale evanescente.
Si getta sul mare uno sguardo che ha sempre qualcosa di perduto. L'uomo di terraferma crede che il marinaio sia felice di andare, non sa che e' intessuto di angoscia e sogni e che gli sembra di percorrere una via che non conduce a nessun luogo.
Il marinaio non arriva mai nel suo, non ha possessi, il suo sguardo anche piu' attento e' sempre muto. Parla per farsi compagnia, oppure tace, e quando parla, spesso delira, non vuol convincere nessuno.
(Francesco Biamonti, Attesa sul mare)

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