CRONACA, LETTERARIA E NON, DELL'ANDAR PER MARE






venerdì 10 settembre 2010

Confessione


Io qui ho tentato di mettere a nudo, con la franchezza di una confessione dell'ultima ora, i termini della mia relazione con il mare, che, iniziata misteriosamente, come ogni grande passione che gli dei mandano ai mortali, continuò invincibile e sorda alla ragione, sopravvivendo alla prova della disillusione, sfidando il disincanto che è in agguato ogni giorno, di una vita ardua; continuò colma della felictà e delle angosce d'amore, fronteggiandole con vigile esultanza, senza amarezza e senza recriminazioni, dalla prima ora all'ultima.
Soggiogato ma mai abbattuto, io abbandonai tutto me stesso a quella passione, che, varia e grande come la vita stessa, ebbe anche i suoi momenti di splendida serenità, come quelli che un amante volubile può a volte donare sul suo seno acquietato, pieno di inganni, pieno di furia, eppure capace di una fascinosa dolcezza.
(Joseph Conrad, Lo specchio del mare)

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