CRONACA, LETTERARIA E NON, DELL'ANDAR PER MARE






giovedì 13 gennaio 2011

Erranza



Issare le vele: dalla riva comincia un viaggio. Un viaggio in verticale. "Laggiu' " prima di indicare una distanza (in lontananza) indica una profondita' (al di sotto). Il nostro pensiero sbrigliato rompe gli ormeggi dell'abitudine, degli automatismi: abbandona gli abbrivi, le rotte ben delimitate dalla ragione, i luoghi comuni cosi' comodi. Ai riflessi, vuole sostituire una vera riflessione: cominciare con il perdersi e' la condizione primaria. Sospensione provvisoria della nostra facolta' di pensare! La nostra erranza marittima pratica il vuoto per dissoluzione. Le cose, gli esseri? I loro contorni sono scomparsi. Il fracasso del mondo? Un rumore lontano, uno sciabordio quasi impercettibile! La realta'? Quale realta'? L'Io, il mondo coincidono nella stessa inconsistenza.....avere il mare in se'.

(Cecile Guerard, Piccola filosofia del mare)

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