CRONACA, LETTERARIA E NON, DELL'ANDAR PER MARE






venerdì 14 gennaio 2011

Navigatore solitario



Erano piu' di vent'anni che il navigatore solitario vagava per i mari del mondo. Quando il navigatore solitario sbarca, e' solo per fare provvista d'acqua, comprare tabacco e pezzi di ricambio, o per rifornirsi di olio e carburante, di medicine, aghi per le vele, una gabbana di plastica contro la pioggia e gli spruzzi, ami, lenza, il giornale del giorno per controllare quanto gia' conosce, che non ne vale la pena, ma mai, per nulla al mondo, il navigatore solitario a messo il piede a terra con l'intenzione di portarsi dietro una donna come compagna di navigazione. Se capita davvero che nel porto ce ne sia qualcuna ad aspettare, sarebbe assurdo che la respingesse, ma in genere e' la donna che prende l'iniziativa e per il tempo che crede, il navigatore solitario non le ha mai detto, Aspettami che un giorno tornero', non e' richiesta che si permetterebbe di fare, Aspettami, ne' potrebbe garantirle di esser di ritorno quel giorno o un altro e, tornando, quante volte gli capiterebbe di trovare il molo deserto oppure con qualche donna, sì, ma in attesa di un altro marinaio, pur non essendo raro che, mancando questi, ella si adopri per quello che s'e' fatto vivo. La colpa, se bisogna dirlo, non e' della donna ne' dei navigatori, la colpa e' di questa solitudine che a volte non si sopporta, la stessa solitudine che puo' condurre il navigatore al porto e la donna al molo.

(Jose' Saramago, La zattera di pietra)

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