CRONACA, LETTERARIA E NON, DELL'ANDAR PER MARE






lunedì 24 gennaio 2011

Habibti


Boot di Dusseldorf. Le idee sono abbastanza chiare, dopo tutto questo tempo trascorso a far comparazioni, a chiedere opinioni e a passeggiare sulle banchine delle marine di mezza Italia. La lista delle barche da vedere non e' lunga, se si considerano i criteri che ho posto alla base dell'eventuale scelta: prezzo, buon progettista, buon cantiere, "giusta" invelatura (ne' troppa, ne' troppo poca), facilita' di conduzione con equipaggio ridotto (vedi anche da solo), buone rifiniture esterne e interne e costi di gestione non eccessivi. Comincio con l'escludere, dopo averlo visitato per bene, l'Ovni 445 (il nuovo Allubat di Lombard). Una bella barca in alluminio con deriva mobile, spazi generosi, piu' veloce rispetto al modello precedente. Affidabilissima, anche se esteticamente non e' il massimo. Lo spoiler e' sicuramente utile per piazzarci su due bei pannelli solari, ma, secondo me, rovina un poco la linea d'insieme. Inoltre, sempre per quanto mi riguarda, il vero problema e' che e' troppo grande. Il piu' piccolo Ovni 395, invece, mi convince meno. Anche perche' su quelle dimensioni, preferisco rivolgermi verso il nuovo X-Yachts Xc38. La prima cosa che mi colpisce di questa barca e' la vera e propria "colata" di teak. Non mi piacciono invece la doppia timoneria e, soprattutto, il tavolo fisso in pozzetto. Anche gli interni non mi convincono del tutto: un design troppo "moderno" per i miei gusti. Inoltre e' piu' cara rispetto a barche simili prodotte da altri cantieri di tutto rispetto. Anche la svedese Najad, in quanto a prezzi e' un filino sopra le righe e poi il 38 ha il pozzetto centrale (forse piu' adatto ai climi nordici che al Mediterraneo), mentre il 355 e' un po' troppo piccolo. Rimango invece colpito molto positivamente dal Comfortina 39. Una barca ancora poco conosciuta qui da noi, ma di ottima qualita' costruttiva e dalle buone dimensioni. Mi e' piaciuta la soluzione del grande gavone di poppa accessibile anche dal bagno e che, all'esigenza, puo' fungere da terza cabina. Molto gentile e disponibile, poi, l'importatore italiano con il quale sono restato a parlare per oltre un paio d'ore. Il Malo 37, invece, pur essendo una barca solidissima la giudico troppo pesante e, in proporzione, poco invelata. Il vero colpo di fulmine, invece, arriva con l'Hallberg Rassy 372. Un 11 metri e mezzo, albero a tre ordini di crocette, genoa al 111%, motore Volvo da 55 cavalli. Un due cabine, con il bagno con doccia separata, cucina a L e un quadrato classico con divani contrapposti trasformabili in altrettante cuccette, ampio tavolo da carteggio. Armadi e stipetti ovunque e finiture e materiali di prim'ordine. Il progetto e' di German Frers che ne ha fatto una barca innovativa rispetto agli Hallberg Rassy tradizionali, a pozzetto centrale. Sufficientemente veloce, con tutte le manovre a portata di mano del timoniere che, davanti alla colonnina del timone, si trova un trasto della randa di tutto rispetto, piu' simile a quello di una barca da regata piuttosto che da crocera. Anche le dimensioni e le altezze interne sono ottime. La cabina armatoriale, posta a prua, e' piu' confortevole, in quanto ad altezza, rispetto a quella del piu' grande Hallberg Rassy 40. Anche le prestazioni sono superiori paragonate a quest'ultimo. Insomma, forse l'Hallberg Rassy con il 372 ha scoperto l'uovo di Colombo. Cioe' una barca solida, dai materiali costruttivi pregiati, molto marina e, al tempo stesso, sufficientemente veloce, anche con le arie leggere, a patto di non ricercare il classico comportamento Hallberg Rassy. La barca, infatti, tende a sbandare di piu' rispetto ai modelli con pozzetto centrale. Il che, almeno per quanto mi riguarda, e' un'aspetto che giudico positivamente. E allora, come si dice? "I got it!!"



She is the sun in my life,
She is one for life,
Life life life.
Some love three,
Some love two,
I love one,
And that is you!

(Sean Paul, Habibti)

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