CRONACA, LETTERARIA E NON, DELL'ANDAR PER MARE






lunedì 9 maggio 2011

Elemento regale




Che personaggio il vento per la gente di mare! Se ne parla come di un uomo, di un sovrano onnipotente, ora terribile, ora benevolo. E' di lui che si parla di piu' tutti i giorni, e' a lui che si pensa di piu' sia di giorno che di notte. Voi non lo conoscete affatto, voi gente di terra! Noialtri lo conosciamo meglio di nostro padre o di nostra madre: invisibile, terribile, capriccioso, infido, traditore, spietato. Noi l'amiamo e lo temiamo, conosciamo i suoi tranelli e le sue collere che i segni del cielo e del mare ci insegnano lentamente a prevedere. Ci costringe a pensare a lui ogni minuto, ogni secondo, perche' la lotta tra lui e noi non ha mai tregua. Tutto il nostro essere e' all'erta per questa battaglia: l'occhio che cerca di sorprendere inafferrabili apparenze, la pelle che riceve la sua carezza o il suo schiaffo, la mente che ne riconosce l'umore, ne prevede l'instabilita', giudica se e' calmo o capriccioso. Nessun nemico, nessuna donna ci da', tanto quanto lui, la sensazione della lotta, ci obbliga a tanta previdenza, perche' e' lui il padrone del mare, che ci puo' evitare, sfruttare o fuggire, ma che non si puo' domare mai. E nell'anima del marinaio regna, come nei credenti l'idea di un Dio irascibile e terribile, il timore misterioso, religioso, infinito del vento e il rispetto della sua potenza.


(Guy de Maupassant, Sull'acqua)

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