CRONACA, LETTERARIA E NON, DELL'ANDAR PER MARE






domenica 2 ottobre 2011

Scoperte



Non vedeva niente ma d'improvviso una folata piu' forte gli spruzzo' sul volto l'alito umido del mare, facendolo trasalire. Aveva sognato ancora. A forza di gomiti si trascino' sul bordo della roccia che sovrastava la spiaggia e alzo' il viso verso il largo. Il vento lo investi' in pieno facendogli lacrimare gli occhi. Laggiu' altri ragazzi giocavano alla guerra, ma le loro voci giungevano remote e diluite e cerc0' di non prestarvi attenzione. Ben presto furono coperte dalle strida dei gabbiani che volavano dove il mare tempestava di frastuono gli scogli sotto il tempio. Il tempio di Poseidone. Si risdraio' a pancia in giu' e volto' appena il viso da una parte, in attesa. Il sole gli scivolo' via dalla schiena e un brivido gli percorse gambe e spalle. Quella sera a letto, avvolto nelle coperte, avrebbe ricordato quei pochi minuti in cui aveva sentito intensamente il tempo che passava, il giorno che finiva. Era diverso dal trovarsi nella grotta della Naiade, sulle colline, mentre qualcuno lo teneva per mano sotto il flusso costante dell'acqua che scaturiva da una fenditura della roccia. Dicevano che quell'acqua scaturisse cosi' da chissa' quanto tempo. Era diverso anche dal camminare nella risacca fino alle ginocchia, sentendo la strana forza della corrente. Anche quella era una sensazione del tempo, ma non la stessa. Quella gliela avevano spiegata, gli avevano detto quando avventurarsi nell'acqua e quando star lontano dalla spiaggia. Questa, invece, era una cosa tutta sua e ogni pomeriggio si sdraiava a pancia in giu' sulla roccia sopra il mare e aspettava quella transizione, la formicolante avanzata del tempo sulla sua schiena. Ad alta voce, assaporando la salsedine sulle labbra, recito' al vento alcune strofe, nuovi versi che aveva imparato la sera prima. Certe parole gli piacevano e se le arrotolava di continuo sulla lingua. Dalla spiaggia senti' Aiace inveire contro un altro ragazzo e invocare uno degli dei. Era vero quello che gli uomini dicevano sugli dei? ... Eppure aveva sentito gente che parlava degli dei con disprezzo, perfino con scetticismo, percio' ormai era difficile sapere in cosa credere. Un giorno se ne sarebbe andato da lì e avrebbe cercato di scoprirlo da solo. Sarebbe andato oltre ai monti, fino in Eritrea, dove arrivavano le navi dei mercanti. Magari sarebbe perfino riuscito a salire su una di quelle e avrebbe seguito la sua rotta,verso i luoghi di cui aveva tanto sentito parlare.



(Raymond Carver, Poseidone e compagni)

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