CRONACA, LETTERARIA E NON, DELL'ANDAR PER MARE






sabato 1 ottobre 2011

Qui io ti amo


Qui io ti amo.
Tra pini scuri si srotola il vento.
Brilla fosforescente la luna su acque erranti.
Passano giorni uguali, inseguendosi l'un l'altro.
Si dirada la nebbia in figure danzanti.
Un gabbiano d'argento si stacca dal tramonto.
A volte una vela. Alte, alte stelle.
O la croce nera di una nave.
Solo.
A volte mi alzo all'aba e persino la mia anima e' umida.
Suona, risuona il mare lontano.
Questo e' un porto. Qui io ti amo.
Qui io ti amo e invano l'orizzonte ti occulta.
Ti sto amando anche in mezzo a queste cose fredde.
A volte vanno i miei baci su quelle navi gravi,
che corrono sul mare dove non arriveranno.
Mi vedo gia' dimenticato come queste vecchie ancore.
Sono piu' tristi le banchine quando ormeggia la sera.
Si stanca la mia vita inutilmente affamata.
Amo quel che non ho. Tu sei cosi' distante.
La mia noia lotta con lenti crepuscoli.
Ma poi giunge la notte e inizia a cantarmi.
La luna proietta la sua pellicola di sogno.
Mi guardano con i tuoi occhi le stelle piu' grandi.
E poiche' io ti amo, i pini nel vento
vogliono cantare il tuo nome con le loro foglie metalliche.

(Pablo Neruda, Qui io ti amo)

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