CRONACA, LETTERARIA E NON, DELL'ANDAR PER MARE






martedì 29 novembre 2016

Il ritorno



Giovedì 14 febbraio. Questa notte crebbe il vento e le onde si fecero spaventevoli, l'una contraria dell'altra, e s'incrociavano, e impacciavano la nave tanto che non poteva seguitare la rotta, né uscire di mezzo ad esse, che si frangevano contro lo scafo; e l'Ammiraglio ordinò si portasse il pappafico assai basso, affinché soltanto di poco restasse emerso; e in tal guisa avrà proceduto lo spazio di tre ore, correndo per 20 miglia. Cresceva forte il mare, e il vento, e vedendosi in grande pericolo, cominciò a correr di poppa al vento per farsene portare, perché non vi era altro rimedio. Allora nella stessa guisa cominciò a correr pure la caravella Pinta, sulla quale andava Martin Alonso, e disparve alla vista, sebbene l'Ammiraglio seguitò l'intera notte a fare segnali di luce, e l'altro gli rispondeva, fin quando, pare, non lo poté per l'infuriare della tormenta e per trovarsi inoltre fuori assai della rotta dell'Ammiraglio. Il quale avanzò durante la notte a nord-est, quarta di est, per 54 miglia, che sono 13 leghe. All'alba il vento crebbe e così il movimento del mare, spaventevole oltre ogni dire, ed egli teneva il pappafico soltanto, e terzarolato, in modo che la nave si sollevasse sulle onde che cozzavan l'una con l'altra, e non affondasse. Avanzava lungo la rotta di est-nord-est, deviando poi alla quarta, fino a nord-est; e in tal guisa avrà navigato lo spazio di sei ore percorrendo 7 leghe e mezzo.
 
(Cristoforo Colombo, Il ritorno)

1 commento:

  1. accipicchia.. che tempi e che uomini. Non me li riesco neppure ad immaginare

    RispondiElimina